Il Santo Vangelo del Giorno Domenica della Divina Misericordia del Signore, 12 aprile 2026 (2033).

Con […]

Con l’Amore e la Devozione Dovuti a Colui Ch’È Tornato tra noi nel Nome del Padre

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“Nel Padre, col Figlio, l’Autentica Storia del Mondo”

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Per Volontà di Colui Che È l’Autore della Vita, in un’Ottica Terrena Sta l’Universale Sua Verità!

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Poiché “Il Potere di Cristo Espelle l’originaria causa di ogni male”, Dedichiamo il Santo Vangelo del Giorno all’Amore e alla Divina Misericordia di Gesù Salvatore – Tornato Nuovamente tra noi, affinché Conceda il Suo Perdono alle Anime Sante Abbandonate in Purgatorio e ai Defunti di Tutti i Tempi, Creature Tenere ma Private della Diffusa e Salvifica Preghiera di noi distratti Figli di quaggiù. Per Grazia Ricevuta.

Potrebbe essere un'illustrazione raffigurante occhiali e il seguente testo "Porque reirse es demasiado demas nainstream: cuant cuantohi cuantohipster.con pster com"

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo! Amen

Ascolta la versione in Aramaico 1  (mp3)

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Rivelazione

(In Ginocchio)

“Tempo al Tempo, e Vedrete il Figlio dell’Uomo Venire sulle Nubi del Cielo e Sedere alla Destra della Potenza di Dio, Accolti dai Fedeli Loro Amici e Servi della Terra, tra l’Armonia dei Suoni Celesti!”.

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Confiteor

(Da Recitarsi possibilmente in Ginocchio, Invocando la Divina Misericordia)

«Confesso a Dio Onnipotente e a voi, Fratelli, Che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E Supplico la Beata Sempre Vergine Maria, gli Angeli, i Santi e voi, Fratelli, di Pregare per me il Signore Dio nostro. Dio Onnipotente Abbia Misericordia di noi, Perdoni i nostri peccati e ci Conduca alla Vita Eterna. Amen».

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Riflessioni dello Spirito

All’improvviso, Capirai la Vera Essenza del Cristo e Quel Che ci han di Lui celato! Avrai vergogna anche per Ciò, poiché non hai Abbandonato il tuo Cuore Mentre Egli Parlava della Verità – Che ci ostiniamo a non Vedere e a non voler ancora Udire.

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Preghiera dal Cuore

(Atto di Amorevole Umiliazione ai Piedi della Santa Croce – in Ginocchio)

“Per Te Io Sopporto l’Insulto e la vergogna Mi Copre la Faccia; Sono Diventato un Estraneo ai Miei Fratelli, Uno Straniero per i Figli di Mia Madre. Perché Mi Divora lo Zelo per la Tua Casa, gli insulti di chi Ti insulta ricadono su di Me. Mi Sento Venir meno. Mi Aspettavo Compassione, ma invano, Consolatori, ma non ne Ho Trovati. Mi hanno messo veleno nel Cibo e Quando Avevo Sete Mi hanno dato aceto. Loderò il Nome di Dio con un Canto, Lo Magnificherò con un Ringraziamento, Vedano i Poveri e si Rallegrino; voi Che Cercate Dio, Fatevi Coraggio, perché il Signore Ascolta i Miseri e non Disprezza i Suoi Che Sono Prigionieri”. (Sal 69(68),5.8-10.14.).

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Atto di Dolore

O Gesù, mi Pento e mi Dolgo con Tutto il Cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i Tuoi Castighi e, soprattutto, perché ho offeso Te, Infinitamente Buono e Degno d’Essere Amato Sopra Ogni Cosa! Propongo – col Tuo Santo Aiuto, di non offenderTi mai più e di Fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, Misericordia, Perdonami! Amen.

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Professione di Fede

(in Ginocchio)

“Gli Amici e i Servi Fedeli alla Maestà del Figlio dell’Uomo Saranno Pastori Umili e Buoni per le genti del Mondo Nuovo, a Compimento della Gloria in Terra di Dio Padre Onnipotente! Amen”.

“Credo in un Solo Dio, Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra, e di Tutte le Cose Visibili e Invisibili. Credo in un Solo Signore Gesù Cristo, Unigenito Figlio di Dio, Nato dal Padre Prima di Tutti i Secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio Vero da Dio Vero, Generato – e non Creato, della Stessa Sostanza del Padre. Per Mezzo di Lui Tutte le Cose Sono State Create. Per noi uomini e per la nostra Salvezza Discese dal Cielo, e per Opera dello Spirito Santo Si È Incarnato nel Seno della Vergine Maria e Si È Fatto Uomo. Fu Crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, Morì e Fu Sepolto e il Terzo Giorno È Risuscitato Secondo le Scritture; È Salito al Cielo, Siede alla Destra di Dio Padre Onnipotente e di Nuovo Verrà nella Gloria per Giudicare i Vivi e i morti e il Suo Regno non Avrà fine. Credo nello Spirito Santo, Che È Signore e Dà la Vita e Procede dal Padre e dal Figlio, e Con il Padre e il Figlio È Adorato e Glorificato e Ha Parlato per Mezzo dei Profeti. Credo nella Chiesa del Figlio dell’Uomo, una Santa Cattolica e Apostolica. Professo un Solo Battesimo per il Perdono dei peccati e Aspetto la Risurrezione dei Morti e la Vita del Mondo Che Verrà! Amen”.

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Fratelli e Sorelle Carissimi, se ci dicessero che il Cristo di Dio È Fisicamente sulla Terra non lo Crederemmo, poiché siamo stati abituati a concepirLo unicamente Inchiodato alla Croce! Ma il Figlio dell’Uomo non È più Là da Sempre, Dove molti – pur sapendo, Lo vorrebbero per terrene comodità. Eppure, basterebbe osservare quanto accade, onde comprendere che Qualcosa stia cambiando, specialmente in questi frangenti, mediante i quali Celebriamo Nuovamente la Resurrezione per Mano del Magnifico Creatore. Ma il timore incombe, mentre l’uomo vive con le sue misere certezze, che a nulla infine serviranno; la carne – cui tanto teniamo, tornerà alla polvere con tutti gli orpelli che abbiamo generato, e con essa le disperazioni di quaggiù. Leggendo il Santo Vangelo del Giorno, Accompagnati dai Meravigliosi e Illuminanti Messaggi anche della Mamma di Gesù e Mamma nostra, nonché di Maria Valtorta, Prepariamo i nostri Animi, dunque e per i Tempi Nuovi, affinché Siano Pronti ad Accogliere Colui Che tuttavia Si Manifesterà, pur senza ambasciatori! Preghiamo inoltre Insieme la Vergine della Rivelazione, affinché ci Ripari Sotto il Suo Candido e Verde Manto, Rammentando a tutti Che Oggi – Domenica della Divina Misericordia, Ricorre anche il 79° Anniversario della Sua Apparizione nella Grotta in Roma, Così Come Testimoniato al mondo da un nostro Fratello – Bruno Cornacchiola. Buona Preghiera di Raccogli mento ai Cuori in Ascolto, nella Grazia del Signore.

Testimonianza

(Riceviamo e pubblichiamo – 11 aprile 2026)

… ormai da diversi Giorni, una Bimba di nome Giada, dall’apparente età di 3/5 Anni (dei nostri), continua Amorevolmente a “Dire” di riferire alla mamma d’un Tempo – una contemporanea medico di quaggiù, di non preoccuparsi per la Sua “prematura” morte al mondo e di star quindi Tranquilla – Pregando anzi con Gioia, perché Ora Sta Finalmente Bene Accanto al Signore del Cielo e della Terra, Luogo Ove l’Attenderà – e la Riabbraccerà, Quando Stabilito Proprio da Colui Che È il Magnifico Creatore. Stringiamoci Tutti con Rocciosa Fede alla Memoria delle Sante Anime Abbandonate in Purgatorio e a Quella dei Defunti e dei Giusti d’Ogni Tempo, Ricordando Felici la Grande Promessa della Divina Misericordia.

In Ginocchio

(Ringraziando con il Cuore)

O Gesù, Tu Che da Sempre Vivi, non Ti Scordar di me!

Riflessione Spirituale

(Dalla cella del Buon Consiglio – 19 marzo 2025)

… se un povero idiota è stato capace di generar dal nulla tanto male, come Scorgere tutt’attorno la Divina Intelligenza?

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Testimonianza

(Dalla cella del Buon Consiglio – 10 aprile 2024)

Benché il Percorso di quaggiù non sia stato affatto facile, con le genti ormai schiave della sottile e nefasta azione del demonio, poiché purtroppo inclini ad approfittar del pur sconosciuto Prossimo loro, a denigrarlo, a calunniarlo o ad invidiarlo, quindi sempre più ipocritamente protese a non Pentirsi e a Vivere il momento – ma non l’Eternità, Grazie a Te, o Cristo, noi abbiamo tuttavia Amato, non discostandoci dalla Salvifica Opera Tua!

O Gesù, Tu Che da Sempre Vivi, non Ti Scordar di me!

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Messaggio di Maria Santissima

(a Giuseppe Auricchia, Avola – 16.1.2003)

“Cari Figli, Quanta Felicità Mi date Questa Sera a vedervi qui Uniti in Questa Preghiera del giovedì. Beati saranno coloro che sono stati Fedeli alla Mia Chiamata, Tremenda Sarà la Punizione di coloro che per superbia si sono allontanati. Io Ho Preparato un Grande Progetto per voi, rimanete Uniti, non lasciatevi prendere dalla tentazione, state fermi ognuno al vostro posto. Voi siete i Miei Servi che Offrite al Padre Atti di Riparazione per i peccatori del mondo, Pregate per ridurre i peccati del mondo. Tutti voi siete un Grande Significato per Me. Io Vengo Incontro per Proteggervi, Sono Sempre con voi al vostro fianco, per Guidarvi in questi tempi malvagi. Abbiate Fiducia in Me, non rimarrete delusi, perché il Mio Cuore Arde d’Amore per voi tutti. Ora Figlio ti Ripeto, vai, vai, prepara la gente per essere pronta ad Incontrare il Mio Figlio Gesù, perché Prossima Sarà la Sua Venuta. Pregate, Pregate, Pregate! Vi Benedico”.

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Rivelazioni dello Spirito sul Paradiso, sul Purgatorio e sull’Inferno

(Testimonianza, 07 novembre 2020 – con Preghiera di Divulgazione)

Ad un Cuore in Ascolto, “Gesù Ha Fatto Conoscere Che il Mondo Di Là È Incentrato Unicamente sull’Amore Spirituale e Che tutte le umane abitudini non superate di qua saranno d’ostacolo allo Stato di Autentica Felicità – a Seguito della Dipartita terrena. Pertanto, il Paradiso, con il Purgatorio e con l’Inferno non Sono dei Luoghi Veri e Propri, almeno come ce li hanno illustrati, ma la Condizione poi Assunta dall’Animo di Ogni Creatura Trapassata, con la Gioia Consolidata, con l’Attesa della Redenzione o con la Sofferenza perenne, per Avere o meno Amato in Genuina Purezza. La Condanna alla Tristezza e all’impossibilità di Raggiunger la Salvifica Luce Colpirà soprattutto coloro che avranno mancato di Carità, impiegando il Prezioso Tempo quaggiù tra gli infausti sentieri dei 7 vizi capitali, benché Avvisati dei pericoli relativi! Quegli sventurati Permarranno, infatti, in una situazione di Prolungato Dolore, nel Vedere i Meritevoli Bearsi del Sublime Sentimento Che Emana Continuamente dal Santo Spirito del Figlio dell’Uomo. Inoltre, il Cristo di Dio Ricorda Che È Necessario Insegnare ai nostri Cari e ai conoscenti di Pregare per chi pecca in Vita e per Coloro Che non Sono più tra noi, Rammentandoci ancora Che – nel Suo Nome e a dispetto delle strumentali spartizioni religiose della Terra, Siam Tutti Fratelli e Figli di Un Solo Padre, e Che l’Esortazione a non giudicare Appare quanto mai Opportuna, onde evitare di incappare nella Sua Celeste Giustizia, cagionandoci così un danno assai più difficile da riparare”. Mai dimenticando che siamo appesi ad un filo, Benedetto nei Secoli il Signore.

Rivelazioni dello Spirito

(Dalla cella del Buon Consiglio – 11 aprile 2021)

…. in Questa odierna Festa della Divina Misericordia, Rammentando Che domani – 12 aprile 2021, Cadrà il 74° Anniversario dell’Apparizione della Madonna della Rivelazione a Bruno Cornacchiola, nell’attuale Santuario di via Laurentina in Roma, Bello Sarebbe Che i Figli della Terra Riflettessero Definitivamente sull’umano concetto di solitudine, sensazione – questa, in totale dissonanza con la Fede, poiché nefasto strumento della diabolica opera del demonio, protesa ad allontanare le Anime da Gesù.  I Cuori in Ascolto Spieghino alle Creature “sotto attacco” di Pregare Sinceramente – e non solo per le terrene Intenzioni Personali, tenuto ancorché Conto Che “finito il Tempo della Vita Finito È ancora il Tempo di Meritare!”.

Preghiera alla Vergine della Rivelazione

(Scritta da Bruno Cornacchiola il 25 agosto 1949 – alle ore 11:00, in via Principe Amedeo – Roma, nella sala delle Suore Francesi, mentre Esse erano nel Ritiro Spirituale)

Vergine Madre, e mia Regina, Tu Che Sei Tutta Pura, perché Rifletti Quel Sole Che È Sorgente di Vita Eterna, Dio Padre;

Tu Che Sei Tutta Santa, perché in Te È Incastonata Quella Via Che Conduce alla Vita Eterna: Gesù Cristo, Tuo Figlio Signor nostro;

Tu Che Sei Tutta Immacolata dal Concepimento nell’Eternità, perché in Te Ritroviamo le Virtù e la Sapienza di Dio, in Te Risiede lo Spirito Santo;

Deh! Ascolta quel che questo indegno Figlio vuole dirTi, Umiliato ai Tuoi Piedi, per la sua Santificazione e per la Salvezza Santificante di tutto il mondo, Che Solo a Dio Appartiene. Fai Che – nell’aprire la mia bocca, Sia Solo Lode a Dio Trino e Uno: Padre, Figlio, Spirito Santo; Via, Verità e Vita Eterna, per Tutti i Benefici Che – Continuamente, Sono Sopra di me.

Tu Prega per me – Madre, l’Iddio Benefico, affinché possa Corrispondere ai Suoi Benefici.

Tu Implora per me, Madre, il Sommo Iddio Onnipotente, affinché Entri in me, e in tutti quelli che Lo vogliono, la Potenza della Sua Parola, della Sua Verità, della Sua Santità, per parlare, per dire il Vero, per Santificarmi e Santificare gli altri.

Tu Che Sei Madre, o Dolcissima Sposa, Madre, e Figlia di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo, in un Solo Dio d’Amore, Tu Che Sei Presso il Trono “Regina”, Parla di questo Povero peccatore:

– all’Eterno Padre, Che mi Perdoni;

– a Gesù – Tuo Figlio, Che mi Salvi e Lavi con il Suo Sangue Preziosissimo;

– allo Spirito Santo – Tuo Sposo Diletto, Che mi Adombri con la Sua Fortezza, con la Sua Sapienza, e, infine, con la Sua Potenza di Carità.

Come Sei Bella, Madre! Apri il Tuo Cuore e Mettimi Dentro, per Ricevere il Calore del Tuo Amore Santificante e Potentissimo Presso la Trinità Divina. Portami Vicino al Ruscello della Carità, affinché possa Bere, Come Fanno i Fiori Piantati alla Riva del Ruscello, Quell’Acqua Che Disseta e Crescere Come Fiore, per Dare Gloria a Dio Trino e Uno, per Te Che Sei Nostra Madre Celeste.

Il Tuo Profumo di Santità, Vergine Madre, Fai Che Possa Essere il mio Profumo!

Il Tuo Giglio – Che È il Candore Eterno Presso il Trono di Dio, Fai Che Possa Essere io il Suo Profumo – Che Dà Gloria Continua al Trono Divino.

Fai – Madre, Che non sia come un terreno che è abbandonato a se stesso, che tutti calpestano se è incolto. Ogni razza di animali e insetti vi prendono dimora; no – Madre, ma voglio essere un Giardino – ove i Fiori Abbondano e Mandano Profumo e Alimento. Fammi Crescere col Tuo Latte d’Amore Materno, per AmarTi e – in Quest’Amore, Dar Gloria a Dio Padre, al Figliolo e allo Spirito Santo, a Dio Uno e Trino nella Carità Divina. Amen.

GESÙ à Maria Valtorta

Corrispondenza ne “L’Evangelo, Come mi È Stato Rivelato

di Maria Valtorta – volume 10 Capitolo 619 pagina 22

Le donne, intanto, uscite dalla casa camminano rasente al muro, ombre nell’ombra. Per qualche tempo tacciono, tutte imbacuccate e paurose di tanto silenzio e solitudine. Poi, rassicurandosi alla vista della calma assoluta che è in città, si riuniscono in gruppo e osano parlare.

«Saranno già aperte le porte?», chiede Susanna.

«Certo. Guarda là il primo ortolano che entra con le verdure. Va al mercato», risponde Salome.

«Ci diranno nulla?», chiede ancora Susanna.

«Chi?», domanda la Maddalena. «I soldati, alla porta Giudiziaria. Di lì … entrano pochi ed escono meno ancora … Daremo sospetti …».

«E con ciò? Ci guarderanno. Vedranno cinque donne che vanno verso la campagna. Potremmo essere anche persone che, fatta la Pasqua, andiamo ai nostri paesi».

«Però … Per non dare nell’occhio a qualche malintenzionato, perché non usciamo da un’altra porta e poi giriamo rasente alle mura? …».

«Allungheremo la strada».

«Ma saremo più sicure. Prendiamo la porta dell’Acqua…».

«Oh! Salome! Se fossi in te, sceglierei la porta Orientale! Più lungo il giro dovresti fare! Occorre fare presto e tornare presto». È la Maddalena questa così recisa.

«Allora un’altra, ma non quella Giudiziaria. Sii buona…», Pregano tutte. «E va bene.

Allora, posto che volete così, passiamo da Giovanna. Si è raccomandata di farglielo sapere. Se fossimo andate dirette, si poteva fare senza. Ma poiché volete fare un giro più lungo, passiamo da lei…».

«Oh! sì. Anche per le guardie messe là… Lei è nota e temuta…».

«Io direi di passare anche da Giuseppe d’Arimatea. È il padrone del Luogo».

«Ma sì! Facciamo un corteo, adesso, per non dare nell’occhio! Oh! che pavida Sorella che ho! Piuttosto, sai Marta? Facciamo così. Io vado avanti e guardo. Voi venite dietro con Giovanna. Mi metterò in mezzo alla via, se c’è del pericolo, e mi vedrete. E torneremo indietro. Ma vi assicuro che le guardie, davanti a questo io ci ho pensato (e mostra una borsa piena di monete) ci lasceranno fare tutto».

«Lo diremo anche a Giovanna. Hai ragione». «Allora andate, che io vado».

«Vai sola, Maria? Io vengo con te», dice Marta timorosa per la sorella.

«No. Tu va’ con Maria d’Alfeo da Giovanna. Salome e Susanna ti aspetteranno presso la porta, dalla parte di fuori delle mura. E poi verrete per la via maestra tutte insieme. Addio».

E Maria Maddalena tronca altri possibili commenti andandosene veloce con la sua borsa di balsami e le sue monete in seno. Vola, tanto va lesta nella strada che si fa più lieta nel primo rosare dell’Aurora. Passa la porta Giudiziaria per fare più presto. Né nessuno la ferma…

Le altre la guardano andare, poi volgono le spalle alla biforcazione di vie dove erano e ne prendono un’altra, stretta e oscura, che poi si apre, in prossimità del Sisto, in una più vasta e aperta in cui sono belle case. Si dividono ancora, Salome e Susanna procedendo per la via, mentre Marta e Maria d’Alfeo bussano al portone ferrato e si mostrano al finestrino (spioncino) che il portinaio socchiude. Entrano e vanno da Giovanna che, già alzata e tutta vestita di un viola scurissimo che la fa ancora più pallida, manipola anche essa degli oli insieme alla nutrice e ad una servente.

«Siete venute? Dio ve ne Compensi. Ma, non foste venute, sarei andata da me… Per trovare Conforto… Perché molte cose sono rimaste turbate dopo Quel tremendo giorno. E per non sentirmi sola devo andare contro quella pietra a bussare e dire: “Maestro, sono la povera Giovanna… Non mi lasciare sola anche Tu…”».

Giovanna piange piano ma con molta desolazione, mentre Ester, la nutrice, fa dei grandi segni indecifrabili dietro le spalle della padrona, intanto che le mette il mantello.

«Io vado, Ester».

«Dio ti Conforti!».

Escono dal palazzo per raggiungere le compagne. È in questo momento che avviene il breve e forte terremoto, che getta di nuovo nel panico i gerosolimitani, ancora terrorizzati dagli Avvenimenti del Venerdì. Le tre Donne tornano sui loro passi, precipitosamente, e nell’ampio vestibolo, fra le serve e i servi urlanti e Invocanti il Signore, stanno paurose di nuove scosse…

La Maddalena, invece, è proprio al limitare del viottolo che porta all’orto dell’Arimatea quando la coglie il boato potente, e pure armonico, di questo Segno Celeste, mentre, nella Luce appena rosata dell’Aurora che si avanza nel Cielo, dove ancora a Occidente resiste una tenace Stella, e che fa bionda l’Aria fino allora verdolina, si accende una grande Luce, che scende come fosse un globo incandescente, splendidissimo, tagliando a zig zag l’Aria quieta.

Maria di Magdala ne è quasi sfiorata e rovesciata al suolo. Si curva un momento mormorando: «Mio Signore!», e poi si raddrizza come uno stelo dopo il passar del Vento e, ancora più ratta, corre verso l’ortaglia. Vi entra veloce, andando, come un uccello inseguito e cercante il nido, verso il Sepolcro di roccia. Ma, per quanto vada veloce, non può essere là quando la Celeste meteora fa da leva e da fiamma sul sigillo di calcina messo a rinforzo del pesante pietrone, né quando con fragore finale la porta di pietra cade, dando uno scuotio che si unisce a quello del terremoto che, se è breve, è di una violenza tale che atterra le guardie come morte.

Maria, sopraggiungendo, vede questi inutili carcerieri del Trionfatore gettati al suolo come un fascio di spighe falciate. Maria Maddalena non collega il terremoto con la Risurrezione. Ma, vedendo quello spettacolo, crede che sia il Castigo di Dio sui profanatori del Sepolcro di Gesù, e cade a ginocchio dicendo: «Ahimé! Lo hanno rapito!». È veramente desolata e piange come una Bambina che sia venuta sicura di trovare il Padre cercato e trovi invece vuota la Dimora.

Poi si alza e corre via per andare da Pietro e Giovanni. E, dato che più non pensa che ad avvisare i due, non ricorda di andare incontro alle compagne, di arrestarsi sulla via, ma veloce come una gazzella ripassa per la strada già fatta, supera la porta Giudiziaria e vola per le strade che sono un poco più animate, si abbatte contro il portone della casa ospitale e lo batte e lo scuote furiosamente. Le apre la padrona.

«Dove sono Giovanni a Pietro?», chiede affannosa Maria Maddalena.

«Là», e la donna indica il Cenacolo.

Maria di Magdala entra e, appena è dentro, davanti ai due stupiti dice, e nella voce tenuta bassa per pietà della Madre è più affanno che se avesse urlato, dice: «Hanno portato via il Signore dal Sepolcro! Chissà dove Lo hanno messo!», e per la prima volta traballa e vacilla e, per non cadere, si afferra dove può.

«Ma come? Che dici?», chiedono i due.

E lei, con affanno: «Sono andata avanti… per comperare le guardie… perché ci lasciassero fare. Loro sono là come morte… Il Sepolcro è aperto, la pietra per terra… Chi? Chi sarà stato? Oh! venite! Corriamo…».

Pietro e Giovanni si avviano subito. Maria li segue per qualche passo. Poi torna indietro. Afferra la padrona di casa, la scrolla, violenta nel suo previdente Amore, e le fischia in volto: «Guardati bene da far passare nessuno da Lei (e accenna la porta della stanza di Maria). Ricordati che io sono la tua padrona. Ubbidisci e taci». E poi la lascia esterrefatta e raggiunge gli Apostoli, che a gran passi vanno verso il Sepolcro…

Susanna e Salome, intanto, lasciate le compagne e raggiunte le mura, vengono colte dal terremoto. Impaurite, si rifugiano sotto una pianta e stanno là, combattute fra la smania di andare verso il Sepolcro e quella di scappare presso Giovanna. Ma l’Amore vince la paura e vanno verso il Sepolcro. Entrano ancora sbigottite nell’ortaglia e vedono le guardie tramortite… vedono una grande Luce uscire dal Sepolcro aperto.

Si aumenta il loro sbigottimento e finisce di farsi completo quando, tenendosi per mano per farsi coraggio a vicenda, si affacciano sulla soglia e, nel buio della grotta Sepolcrale, vedono una Creatura Luminosa e Bellissima, Dolcemente Sorridente, salutarle dal posto dove Sta: appoggiata a destra della pietra dell’Unzione, che si annulla col suo grigio dietro a tanto incandescente Splendore. Cadono a ginocchi, sbalordite di stupore. Ma l’Angelo Dolcemente Parla loro: «Non abbiate timore di Me. Sono l’Angelo del Divino Dolore. Sono Venuto per Bearmi della fine di esso. Più non È il dolore del Cristo, il Suo Avvilimento nella morte. Gesù di Nazaret, il Crocifisso che voi cercate, È Risorto. Non È più qui! Vuoto è il posto dove Era deposto. Giubilate con Me. Andate. Dite a Pietro e ai Discepoli che Egli È Risorto e vi Precede in Galilea. Là Lo vedrete ancora per poco, secondo che ha detto».

Le donne cadono col volto a terra e quando lo alzano fuggono come fossero inseguite da un castigo. Sono terrorizzate e mormorano: «Ora morremo! Abbiamo visto l’Angelo del Signore!».

Si calmano un poco in aperta campagna a si consigliano. Che fare? Se dicono ciò che hanno visto, non saranno credute. Se dicono anche di venire di là, possono essere accusate dai giudei di aver ucciso le guardie. No. Non possono dire nulla, né agli amici, né ai nemici… Pavide, ammutolite, tornano da altra via verso casa. Entrano e si rifugiano nel Cenacolo. Neppure chiedono di vedere Maria… E là pensano che quanto hanno visto non sia che un inganno del demonio. Umili come sono, giudicano che «non può essere che a loro sia stato concesso di vedere il Messo di Dio. È satana che le ha volute impaurire per allontanarle di là». Piangono e Pregano come due Bambine impaurite da un incubo…

Il terzo gruppo, quello di Giovanna, Maria d’Alfeo e Marta, visto che nulla succede di nuovo, si decide ad andare là dove certo le compagne attendono. Escono nelle strade, dove ormai vi è gente impaurita, che commenta il nuovo terremoto e lo ricollega ai fatti del Venerdì e vede anche quello che non c’è. «Meglio se sono tutti spauriti! Forse ci saranno anche le guardie e non faranno eccezioni», dice Maria d’Alfeo. E vanno svelte verso le mura.

Ma, mentre loro vanno là, all’ortaglia sono già giunti Pietro e Giovanni, seguiti dalla Maddalena. E Giovanni, più svelto, giunge per primo al Sepolcro. Le guardie non ci sono più. E più non c’è l’Angelo. Giovanni si inginocchia, timoroso e dolente, sulla soglia spalancata, e per venerare e per cogliere qualche indizio dalle cose che vede. Ma non vede che ammucchiati per terra i pannolini messi sopra la Sindone.

«Non c’È proprio, Simone! Maria ha visto bene. Vieni, entra, guarda».

Pietro, col fiato grosso per il gran correre fatto, entra nel Sepolcro. Aveva detto per via: «Io non oserò accostarmi a quel posto». Ma ora non pensa altro che a scoprire dove può Essere il Maestro.

E Lo chiama anche, come Egli Potesse essere nascosto in qualche angolo buio. L’oscurità, in questa ora mattutina, è ancora forte nel profondo del Sepolcro, a Cui dà luce solo la piccola apertura della porta su cui ora fanno ombra Giovanni e la Maddalena… E Pietro stenta a vedere, e deve aiutarsi con le mani a vedere… Tocca, e trema, il tavolo dell’Unzione e lo sente vuoto…

«Non c’È, Giovanni! Non c’È!… Oh! vieni anche tu! Io ho tanto pianto che non ci vedo quasi in questa poca luce».

Giovanni si alza in piedi ed entra. E, mentre lo fa, Pietro scopre il Sudario posto in un angolo, ben piegato e con dentro la Sindone arrotolata con cura.

«Lo hanno proprio rapito. Le guardie erano non per noi, ma per fare questo… E noi l’abbiamo lasciato fare. Coll’andarcene lo abbiamo permesso!…».

«Oh! dove Lo avranno messo?».

«Pietro! Pietro! Ora… è proprio finita!».

I due Discepoli escono annientati. «Andiamo, donna. Tu lo dirai alla Madre…».

«Io non vengo via. Sto qui… Qualcuno verrà… Oh! io non vengo… Qui c’È ancora Qualcosa di Lui. Aveva ragione la Madre… Respirare l’Aria dove Egli Fu è l’unico sollievo che ci resta».

«L’unico sollievo… Ora lo vedi tu pure che era fola sperare…», dice Pietro. Maria neppure risponde. Si accascia al suolo, proprio presso la porta, e piange, mentre gli altri vanno via lentamente.

Poi alza il capo e guarda dentro, e fra le lacrime vede due Angeli seduti a capo e a piedi della pietra dell’Unzione. È tanto intontita la povera Maria, nella sua più fiera battaglia fra la Speranza che muore e la Fede che non vuole morire, che li guarda inebetita, senza neppure stupirsene. Non ha più altro che Lacrime la forte che a tutto ha resistito da eroina.

«Perché piangi, Donna?», chiede uno dei Due Luminosi Fanciulli, perché di adolescenti Bellissimi Hanno l’aspetto.

«Perché hanno portato via il mio Signore e non so dove me Lo hanno messo».

Maria non ha paura a parlare con loro, non chiede: «Chi Siete?».

Nulla. Nulla più le fa stupore. Tutto quanto può stupire una Creatura Ella lo ha già subito. Ora non è che una cosa spezzata che piange senza vigore e ritegno. Il Giovinetto Angelico guarda il Compagno e sorride. E l’Altro pure. E in un balenare di Letizia Angelica ambedue guardano fuori, verso l’ortaglia tutta in fiore per i milioni di corolle che si sono aperte al primo Sole sui meli fitti del pometo.

Maria si volta per vedere chi guardano. E vede un Uomo, Bellissimo, che non so come non possa riconoscere subito. Un Uomo Che La Guarda con Pietà e Le Chiede:   «Donna, perché piangi? Chi cerchi?».

È vero che È un Gesù offuscato dalla Sua Pietà Verso la Creatura, che le troppe emozioni hanno sfinita e che potrebbe morire per improvvisa Gioia, ma proprio mi chiedo come possa non riconoscerLo. E Maria fra i singhiozzi:   «Mi hanno preso il Signore Gesù! Ero venuta per imbalsamarLo in attesa che Sorgesse… Ho tenuto raccolto tutto il mio coraggio e la mia Speranza e la mia Fede intorno al mio Amore… e ora non Lo trovo più… Anzi ho messo il mio Amore intorno alla Fede, alla Speranza e al Coraggio, per difendere Questi dagli uomini… Ma è tutto inutile! Gli uomini hanno rubato il mio Amore e con Esso tutto mi hanno levato… O mio signore, se sei Tu che Lo hai portato via, dimmi dove Lo hai messo. Ed io Lo prenderò… Non lo dirò a nessuno… Sarà un segreto fra me a Te. Guarda: sono la figlia di Teofilo, la Sorella di Lazzaro, ma Ti sto in ginocchio davanti a SupplicarTi, come una schiava. Vuoi che Ti compri il Suo Corpo? Lo farò. Quanto vuoi? Sono ricca. Posso darti tant’oro e gemme per quanto Esso pesa. Ma rendimeLo. Non Ti denuncerò. Vuoi percuotermi? Fallo. A Sangue, se vuoi. Se hai un odio per Lui, fallo scontare a me. Ma rendimeLo. Oh! non mi fare povera di questa miseria, o mio signore! Pietà di una povera donna!… Per me non vuoi? Per Sua Madre, allora. Dimmi! Dimmi dove È il mio Signore Gesù. Sono forte. Lo prenderò fra le braccia e Lo porterò come un Bambino in Salvo. Signore… Signore… Tu lo vedi… da tre giorni siamo percossi dall’Ira di Dio per quello che fu fatto al Figlio di Dio… Non aggiungere Profanazione a Delitto…».

«Maria!».

Gesù Sfavilla nel ChiamarLa. Si Svela nel Suo Fulgore Trionfante.

«Rabbuni!». Il grido di Maria è veramente “il grande grido” che chiude il ciclo della morte. Col primo le tenebre dell’odio fasciarono la Vittima di bende funebri, col secondo le luci dell’Amore aumentarono il Suo Splendore. E Maria si alza nel grido che empie l’ortaglia, corre ai Piedi di Gesù, Li vorrebbe baciare. Gesù La Scosta ToccandoLa appena col Sommo delle Dita presso la Fronte: «Non Mi toccare! Non Sono ancora Salito al Padre Mio con Questa Veste. Va’ dai Miei Fratelli e Amici, e dì loro che Io Salgo al Padre Mio e vostro, al Dio Mio e vostro. E poi Verrò da loro».

E Gesù Scompare, Assorbito da una Luce insostenibile.

Maria bacia il Suolo dove Egli Era e corre verso casa. Entra come un razzo, perché il portone è socchiuso per dare passaggio al padrone che esce per andare alla fonte; apre la porta della stanza di Maria e le si abbandona sul Cuore gridando:   «È Risorto! È Risorto!», e piange Beata.

E mentre accorrono Pietro e Giovanni, e dal Cenacolo avanzano le spaurite Salomè e Susanna e ascoltano il Suo racconto, ecco entrare anche, dalla via, Maria d’Alfeo con Marta e Giovanna, che a fiato mozzo dicono di «essere anche loro state là e di avere visto due Angeli Che Si Dicevano il Custode dell’Uomo Dio e l’Angelo del Suo Dolore, e Che Hanno Dato loro l’Ordine di dire ai Discepoli che Egli Era Risorto».

E poiché Pietro scrolla il capo, insistono dicendo:   «Sì. Hanno detto: “Perché cercate il Vivente fra i morti? Egli non È qui. È Risorto, come Disse quando ancora Era in Galilea. Non ricordate? Disse: ‘Il Figlio dell’Uomo Deve Essere Dato nelle mani dei peccatori ed Essere crocifisso. Ma il terzo giorno Risusciterà”».

Pietro scrolla il capo dicendo: «Troppe cose in questi giorni! Ne siete rimaste turbate».

La Maddalena alza il capo dal petto di Maria e dice:   «L’ho visto! Gli ho parlato. Mi Ha Detto Che Sale al Padre e poi Viene. Come Era Bello!», e piange come non ha mai pianto, ora che non ha più da torturare se stessa per fare forza contro il dubbio sorgente da ogni lato.

Ma Pietro, e anche Giovanni, restano molto dubbiosi. Si guardano, ma il loro occhio dice: «Immaginazione di donne!».

Anche Susanna e Salome osano allora parlare. Ma la stessa inevitabile diversità nei particolari delle guardie che prima ci sono come morte e poi non ci sono, degli Angeli che ora sono uno e ora due e che agli Apostoli non si sono mostrati, delle due versioni sul venire qui di Gesù o sul precedere i Suoi in Galilea, fa sì che il dubbio e, anzi, la persuasione degli Apostoli cresca sempre più.

Maria, la Madre Beata, Tace Sorreggendo la Maddalena… Non comprendo il mistero di questo silenzio materno. Maria d’Alfeo dice a Salomè:   «Torniamo Là noi due. Vediamo se siamo tutte ebbre…».

E corrono fuori. Le altre restano, pacatamente derise dai due Apostoli, Presso Maria Che Tace, Assorta in un pensiero che tutti interpretano a modo loro, e nessuno comprende che È Estasi. Tornano le due attempate donne:   «È Vero! È Vero! Noi Lo abbiamo visto. Ci Ha Detto, presso l’orto di Barnaba: “La Pace a voi. Non temete. Andate a dire ai Miei Fratelli Che Sono Risorto e che vadano fra qualche giorno in Galilea. Là staremo ancora Insieme”.

Così Ha Detto. Maria ha ragione. Bisogna dirlo a quelli di Betania, a Giuseppe, a Nicodemo, ai Discepoli più fidi, ai pastori, andare, fare, fare… Oh! È Risorto!…», piangono tutte Beate.

«Folli siete, donne. Il dolore vi ha turbate. La Luce vi è parsa Angelo. Il Vento voce. Il Sole il Cristo. Io non vi critico. Vi capisco, ma non posso che credere che a ciò che io ho visto: il Sepolcro aperto e vuoto, e le guardie fuggite col Cadavere involato».

«Ma se lo dicono le guardie stesse Che È Risorto! Se la città è in subbuglio e i principi dei Sacerdoti sono folli d’ira, perché le guardie hanno parlato fuggendo esterrefatte! Ora vogliono che dicano diverso e le pagano perciò. Ma già si sa. E se i giudei non Credono alla Risurrezione, non vogliono credere, molti altri Credono…».

«Uhm! Le donne!…». Pietro alza le spalle a fa per andarsene.

Allora la Madre, Che Ha sempre sul Cuore la Maddalena Che Piange come un Salice sotto un’Acquata per la sua troppo grande Gioia e Che La Bacia sui capelli biondi, alza il viso trasfigurato e dice una breve frase:   «È Realmente Risorto. Io L’ho avuto fra le braccia e Ne ho Baciato le Piaghe».

E poi si curva sui capelli dell’Appassionata e dice: «Sì, la Gioia è ancora più forte del dolore. Ma non è che una briciola di rena di quello che sarà il tuo Oceano di Gioia Eterna. Te Beata che sopra la ragione Hai Fatto Parlare lo Spirito».

Pietro non osa più negare… e con uno di quei trapassi del Pietro antico, che ora ritorna ad affiorare, dice, e urla, come se dagli altri e non da lui dipendesse il ritardo: «Ma allora, se è così, bisogna farlo sapere agli altri. A quelli dispersi per le campagne… cercare… fare… Su, muovetevi. Se dovesse proprio venire… che ci trovi almeno», e non si accorge che ancora confessa di non Credere ciecamente alla Sua Risurrezione.

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Rivelazioni dello Spirito

(Dalla cella del Buon Consiglio – 12 aprile 2024)

In Ginocchio

…. il Cammino sulla Terra di noi tutti, così come da sempre conosciuto, volge ormai al suo Naturale Termine, onde Lasciare Spazio al Profetizzato Nuovo Mondo, Secondo la Solenne Promessa del Signore! Soprattutto nell’Interesse dello Spirito d’ognuno, perciò Pregando, Digiunando e Pentendoci Ora per le ipocrisie e per gli errori commessi in danno agli Innocenti nell’Arco della Vita, non facciamoci Trovare come al solito impreparati, Rammentando Che Di Là – al Cospetto della Suprema Giustizia Celeste, Persino la Beata Vergine Maria non Si Avvicinerà alle Strazianti Sofferenze nostre e Che ad ogni Dolore dell’Animo nemmeno Uno – tra i 144.000 Vegliardi Colà Presenti e Assisi Innanzi all’Agnello, Potrà Porre Rimedio alle indicibili Sofferenze scaturite dalla vergognosa pregressa condotta dei giudicanti.  Chi Vorrà Intender Potrà.

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Messaggio del Cristo

(A Giovanni – 12 aprile 2024)

Creature della Terra, state Vivendo momenti molto difficili proprio a causa del vostro insulso agire, dimenticando che ogni pur minima azione Comporterà la Mia Giusta Valutazione, non Fosse Altro a Separare gli Agnelli dai capri, per poi Chiudere Inesorabilmente il Santo Recinto a Difesa del Mio Gregge! Sappiate Che Ho Scelto i Miei Sin dal Grembo Materno e Che dagli Angeli del Padre Celeste i loro nomi Vennero Impressi nel Grande Libro della Vita, perché con Me e per Me Percorreranno le Vie del Nuovo Mondo, Contribuendo all’Esatta Attuazione dell’Infallibile Piano Divino. Voi, Figli distratti dalle cose materiali e dai vizi capitali, destatevi in fretta dall’apatia indotta nei Cuori dal principe delle tenebre, poiché il Tempo dei giochi È Stato Terminato dal Potere Conferitomi dall’Altissimo e non avrete altro che la tristezza, restando nell’attuale stato di continuo sbandamento. Abbiate Fede nella Memoria Mia e di Colui Che a voi anche Allora M’Inviò, Piegate Umilmente al suolo le Ginocchia e Pentitevi Realmente per i non pochi peccati che, come macigni bollenti, gravano sulla Povera Anima vostra, così impedendole d’Osservar la Luce Mia d’Amore. (Gesù Cristo).

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Testimonianza

(Dalla cella del Buon Consiglio – 12 aprile 2024)

…. Leggendo anche queste pagine, molti hanno immaginato una sorta di propensione al catastrofismo, quasi che gli Accadimenti – sempre e ovunque Testimoniati dalla Storia, dipendessero dalla pur superficiale Volontà dell’uomo! Tempo al Tempo, quindi, e ci Accorgeremo della gravità dei nostri immensi errori.

Come comportarsi in chiesa - Parrocchia di Bozzolo - Diocesi di ...

Implorando la Benedizione del Cibo Che Quotidianamente Consumiamo, Rivediamo i nostri errori e Ringraziamo il Signore per i Doni Che Concede da Sempre al Mondo, Pregando Tutti Insieme per:

La Santissima Trinità Divina – nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo Consolatore, la Creazione – Opera Straordinaria dell’Onnipotente, Il Santo Natale del Cristo di Dio e il Suo Sangue Divino, il Sangue dei Martiri Innocenti, il Santuario della Beata Vergine della Rivelazione in Roma e Tutti i Luoghi in Cui Maria Intese Manifestarsi ai Figli del Popolo di Dio, il Ricordo della Madonna dell’Arco e del Carmine, Santa Maria Maddalena, Giovanni il Battista – Precursore del Cammino di Gesù, San Giuseppe – coi Santi e gli Angeli del Paradiso, Le Anime Sante abbandonate in Purgatorio e per i Defunti di Tutti i Tempi, I Profeti e i Veggenti, i Perseguitati a Causa della Testimonianza Cristica, l’Anima di Papa Francesco, il Rabbino Capo di Roma e Tutti i Riconosciuti Giusti, i Sacerdoti e i Professanti la Fede in Dio Padre Onnipotente, i Movimenti Eucaristici e Mariani, i Gruppi di Preghiera, gli Ammalati nel Corpo e nello Spirito, i Carcerati, gli atei, gli ipocriti e i sapienti della Terra, i Bimbi Deceduti prima del Santo Battesimo, i Giovani e tutti Coloro che non Credono nella Divina Misericordia di Gesù Cristo – Figlio Prediletto dell’Altissimo, Signore nostro, Sacerdote Infallibile e Salvatore del mondo intero.

Celebrando il Memoriale del Tuo Meraviglioso Figlio, Ti Offriamo, Padre, il Pane della Vita e il Calice della Salvezza, e Ti Rendiamo Grazie per Averci Ammessi alla Tua Presenza a Compiere l’Amorevole Testimonianza al Prossimo nostro. Ti Preghiamo Umilmente: per la Comunione al Corpo e al Sangue di Cristo, lo Spirito Santo ci Riunisca in un Solo Corpo. Ricordati, Padre, delle Tue Chiese Diffuse su Tutta la Terra: Rendile Perfette nell’Amore in Unione con la Memoria del nostro Amato Papa Francesco, con il Rabbino di Roma – Riccardo, e con Tutti gli Ordini Sacerdotali. Ricordati dei nostri Fratelli, Che Si Sono Addormentati nella Speranza della Risurrezione, e di Tutti i Defunti Che Si Affidano alla Tua Clemenza: Ammettili a Godere la Luce del Tuo Volto. Di noi tutti Abbi Misericordia; Donaci di Aver Parte alla Vita Eterna, Insieme con la Beata Maria, Vergine e Madre di Dio, con gli Apostoli, con i Santi e i Giusti, Che in Ogni Tempo Ti Furono Graditi: e in Gesù Cristo Tuo Figlio Canteremo la Tua Gloria: “Per Cristo, Con Cristo e In Cristo, a Te, Dio, Padre Onnipotente, nell’Unità dello Spirito Santo, Ogni Onore e Gloria, per Tutti i Secoli dei Secoli. Amen.

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Popolo di Dio, Che Ami Con Cuore Puro il tuo Creatore, Proclama al mondo Che il Figlio Prediletto È Nuovamente quaggiù, sulla Terra, tra noi, e Avrai Salva la Vita!

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“Se Siamo Morti Con Cristo, Crediamo Anche Che Vivremo Con Lui!  Alleluia. (Rm 6, 8)”

☆ La coroncina della Divina Misericordia | Parrocchia "Nostra Signora della Neve" Bolzaneto ♢

La Grande Promessa della Divina Misericordia

79° Anniversario dell’Apparizione della Vergine della Rivelazione a Bruno Cornacchiola

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Preghiera del Mattino

Signore, Tu Stai alla Porta e Bussi: Fa’ Che Ti Apriamo Quando Ascoltiamo la Tua Voce, ma se anche le nostre Porte Restano Chiuse Tu Vinci il Timore ed Entra lo stesso, perché dalla Tua Resurrezione abbiamo la Pienezza della Vita e la Tua Pace.  Amen.

Dagli Atti degli Apostoli (At 2,42-47)

[Quelli che erano stati Battezzati] erano Perseveranti nell’Insegnamento degli Apostoli e nella Comunione, nello Spezzare il Pane e nelle Preghiere. Un senso di timore era in tutti, e Prodigi e Segni Avvenivano per Opera degli Apostoli. Tutti i Credenti stavano insieme e avevano Ogni Cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le Dividevano con tutti, secondo il Bisogno di ciascuno. Ogni Giorno erano Perseveranti insieme nel Tempio e, Spezzando il Pane nelle case, prendevano Cibo con Letizia e Semplicità di Cuore, Lodando Dio e Godendo il Favore di tutto il Popolo. Intanto il Signore Ogni Giorno Aggiungeva alla Comunità Quelli che Erano Salvati. Parola di Dio. (Rendiamo Grazie a Dio).

Dal Salmo 117 (Rendete Grazie al Signore, perché È Buono: il Suo Amore È per Sempre).

Dica Israele: «Il Suo Amore È per Sempre». Dica la Casa di Aronne: «Il Suo Amore È per Sempre». Dicano Quelli Che Temono il Signore: «Il Suo Amore È per Sempre». La Destra del Signore Si È Innalzata, la Destra del Signore Ha Fatto Prodezze. Non Morirò, ma Resterò in Vita e Annuncerò le Opere del Signore. Il Signore Mi Ha Castigato Duramente, ma non Mi Ha Consegnato alla morte. La Pietra Scartata dai costruttori È Divenuta la Pietra d’Angolo. Questo È Stato Fatto dal Signore: una Meraviglia ai Nostri Occhi. Questo È il Giorno Che Ha Fatto il Signore: Rallegriamoci in Esso ed Esultiamo! Ti Preghiamo, Signore: Dona la Salvezza! Ti Preghiamo, Signore: Dona la Vittoria! Benedetto Colui Che Viene nel Nome del Signore. Vi Benediciamo dalla Casa del Signore. Il Signore È Dio, Egli ci Illumina.

Dalla Prima Lettera di San Pietro Apostolo  (1 Pt 1, 3-9)

Sia Benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Che nella Sua Grande Misericordia ci Ha Rigenerati, Mediante la Risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una Speranza Viva, per un’Eredità Che non Si corrompe, non Si macchia e non marcisce. Essa È Conservata nei Cieli per voi, Che dalla Potenza di Dio Siete Custoditi Mediante la Fede, in Vista della Salvezza Che Sta per Essere Rivelata nell’Ultimo Tempo. Perciò Siete Ricolmi di Gioia, anche se Ora Dovete Essere, per un Po’ di Tempo, Afflitti da Varie Prove, affinché la vostra Fede, Messa alla Prova, Molto Più Preziosa dell’Oro – destinato a perire e tuttavia Purificato con Fuoco – Torni a vostra Lode, Gloria e Onore Quando Gesù Cristo Si Manifesterà. Voi Lo Amate, Pur senza Averlo Visto e Ora, senza Vederlo, Credete in Lui. Perciò Esultate di Gioia indicibile e Gloriosa, mentre Raggiungete la Mèta della vostra Fede: la Salvezza delle Anime. Parola di Dio. (Rendiamo Grazie a Dio). 

Dal Santo Vangelo del Cristo di Dio Secondo l’Apostolo Giovanni (Gv 20, 19-31)

La Sera di Quel Giorno, il Primo della Settimana, mentre erano chiuse le porte del Luogo Dove Si Trovavano i Discepoli per timore dei Giudei, Venne Gesù, Stette in Mezzo e Disse Loro: «Pace a voi!». Detto Questo, Mostrò Loro le Mani e il Fianco. E i Discepoli Gioirono al Vedere il Signore. Gesù Disse Loro di Nuovo: «Pace a voi! Come il Padre Ha Mandato Me, anche Io Mando voi». Detto Questo, Soffiò e Aggiunse: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui Perdonerete i peccati, Saranno Perdonati; a coloro a cui non Perdonerete, non Saranno Perdonati». Tommaso, Uno dei Dodici, Chiamato Dìdimo, non Era con Loro Quando Venne Gesù. Gli Dicevano gli Altri Discepoli: «Abbiamo Visto il Signore!». Ma Egli Rispose: «Se non Vedo nelle Sue Mani il Segno dei Chiodi e non metto il mio dito nel Segno dei Chiodi e non metto la mia mano nel Suo Fianco, io non Credo». Otto Giorni dopo i Discepoli Erano di Nuovo in casa e C’Era con Loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, Stette in Mezzo e Disse: «Pace a voi!». Poi Disse a Tommaso: «Metti Qui il tuo dito e guarda le Mie Mani; tendi la tua mano e mettila nel Mio Fianco; e non essere incredulo, ma Credente!». Gli Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù Gli Disse: «Perché Mi hai Veduto, tu hai Creduto; Beati quelli che non Hanno Visto e Hanno Creduto!». Gesù, in Presenza dei Suoi Discepoli, Fece Molti Altri Segni Che non Sono Stati Scritti in Questo Libro. Ma Questi Sono Stati Scritti perché Crediate Che Gesù È il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, Credendo, Abbiate la Vita nel Suo Nome. Parola del Signore. (Lode a Te o Cristo).

Preghiera della Sera

Signore, Tu Conosci più di noi il nostro Cuore e Tu Sai che nel Profondo non Cerca e non Desidera se non Te. Rendici Capaci di Rispondere alla Tua Chiamata e di Lasciarci Condurre Dove Tu Vuoi, perché in noi si Compia il Tuo Disegno d’Amore e di Predilezione. Amen.

Benedetto nei Secoli il Signore!

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O Gesù, Tu Che da Sempre Vivi, non Ti Scordar di me!

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Raccoglimento Solenne
(In Ginocchio)

– Dio, Sorgente e Principio di Ogni Benedizione, Effonda su di noi la Sua Grazia e ci Doni per Tutto l’Anno Vita e Salute. (Amen).

– Ci Custodisca Integri nella Fede, Costanti nella Speranza, Perseveranti e Pazienti Sino alla Fine nella Carità. (Amen).

– Dio Disponga Opere e Giorni nella Sua Pace, Ascolti Qui e in Ogni Luogo le nostre Preghiere e ci Conduca alla Felicità Eterna. (Amen).

– E la Benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, Discenda Su di noi e con noi Rimanga Sempre. (Amen).

Religión de López Méndez - Blog Banesco

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo! Amen

Ascolta la versione in Aramaico 1  (mp3)

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Data:

11 Aprile 2026

Autore articolo:

anadimi

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