Il Santo Vangelo del Giorno martedì del Signore 25 agosto 2020 (2027) A.D. – Con l’Amore e la Devozione Dovuti a Colui Ch’È Tornato tra noi nel Nome del Padre!

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All’improvviso, capirai la Vera Essenza del Cristo e Quel Che ci han di Lui celato! Avrai vergogna anche per Ciò, poiché non hai Abbandonato il tuo Cuore mentre Egli Parlava della Verità – Che ci ostiniamo a non vedere e a non voler ancora udire.

 

 

 

Risultati immagini per pergamena dell'Atto di Dolore

 

 

 

 Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

 

 

 

 

Fratelli e Sorelle Carissimi, molte cose stan cambiando profondamente, ma non ce ne accorgiamo affatto! Proviamo a leggere attentamente – con le Rivelazioni a Maria Valtorta, anche la riportata Meditazione del giorno, ovvero lo scritto di Papa Francesco nell’Udienza Generale del 02 ottobre 2013: tra le righe, ci accorgeremo che il Vicario di Cristo Sta “Riordinando” le cose della Casa terrena del Signore, separando le Questioni del Cielo da quelle della Terra, dando così corso all’allontanamento delle precostituite tenebre dalla Meravigliosa Luce di Gesù, del Quale anche gli Ebrei – ora e finalmente, si apprestano a riesaminare i Salvifici Messaggi. La Storia, Quella Vera, Verrà nuovamente Scritta, e le genti comprenderanno il Vero Motivo della presenza quaggiù, mentre alcuni continueranno a Zappare la Vigna Santa del Padre Onnipotente, onde ricevere il Permesso di cogliere gli Ambiti e Derivati Frutti.  Una Preghiera giunga a toccar quindi noi tutti, ovvero l’esortazione ad occuparci del Prossimo con Vero e Puro Amore, abiurando il male che imperversa nell’Animo umano! Sol così saremo Degni d’esser chiamati “Figli dell’Altissimo”, Che altro non Attende per Poter Dispensare ancora Grazie e Gioia al mondo intero.  Onore al Vescovo Bianco, il “Traghettatore”, Cui dedichiamo Questo Santo Vangelo, per la Solenne Gloria di Gesù Cristo Salvatore.  Buona giornata a coloro che avranno modo di Donare un Sorriso a chi manca nella Fede, poiché E’ Questo il Tempo della Divina Misericordia! Amen.

 

 

                                Li Ching Yuen, l’uomo ultra bicentenario che morì a 256 anni – Conoscenze al Confine

 

 

 

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La Novena per i Defunti

 

 

 

La Divozione Verso le Anime del Purgatorio col RaccomandarLe a Dio, acciocché Le Sollevi nelle grandi Pene Che Patiscono – e presto Le Chiami alla Sua Gloria, E’ molto Cara al Signore, ed insieme E’ molto Giovevole a noi, poiché Quelle  Sono Sue Eterne Spose, ed all’Incontro Sono Gratissime verso chi Ottiene Loro la Liberazione da Quel Carcere, o almeno Qualche Sollievo nei Tormenti; onde, Giunte Che Saranno in Cielo, non Si Scorderanno certamente di chi ha Pregato per Esse. E Piamente si Crede Che Dio Palesi Loro le nostre Orazioni, affinché Preghino per noi. E’ Vero Che Quelle  non Sono in Istato di Pregare per Sé, poiché Stanno Ivi Come Ree Soddisfacendo le Loro Colpe; nondimeno, perché Sono molto Care a Dio, ben Possono Pregare per noi ed Ottenerci le Grazie. Santa Caterina di Bologna quando Voleva qualche Grazia Ricorreva alle Anime del Purgatorio e tosto Si Vedeva Esaudita; ed Attestava Che più Grazie, non Ottenute Ricorrendo ai Santi, Le Aveva Conseguite Ricorrendo alle Anime del Purgatorio. Del resto Sono Innumerevoli le Grazie Che Narrano i Devoti Aver Ricevute per Mezzo di Queste Sante Anime. Ma se noi vogliamo il Soccorso delle Loro Orazioni E’ Giusto, anzi E’ Dovere, Che  Le Soccorriamo colle nostre. Ho detto: anzi E’ Dovere perché la Carità Cristiana Richiede che noi Sovveniamo i Prossimi Che Stanno in Necessità del nostro Aiuto. Ma quali Prossimi Sono più Bisognosi del nostro Aiuto se non le Anime del Purgatorio – Che, Prive della Vista di Dio, Soffrono una Pena maggiore di qualunque Altra? E pensiamo che Ivi Facilmente Penano anche le Anime dei nostri Genitori, Fratelli, o di altri Parenti e Amici, ed Aspettano il nostro Soccorso. Pensiamo inoltre Che Quelle Sante Regine non Possono Aiutarsi da Sé, mentre Sono in Istato di Debitrici delle Loro Mancanze; Questo Pensiero Deve Maggiormente Infiammarci a SollevarLe Quanto più Possiamo. Ed in Ciò non solo daremo Gran Gusto a Dio ma ci Acquisteremo Grandi Meriti, e Quelle non Lasceranno di Ottenerci Molte Grazie da Dio, e specialmente la Salute Eterna. Io giudico per certo Che un’Anima, Finalmente Liberata dal Purgatorio per i Suffragi di qualche Divoto, Giunta Che E’ in Paradiso non Lascerà di Dire a Dio: “Signore, non Permettete Che si perda quegli Che Mi Ha Fatto Venire più Presto a GoderVi”.

 

 

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!

 

 

Atto di Dolore

 

O Gesù, mi Pento e mi Dolgo con tutto il Cuore dei miei peccati, perché peccando ho Meritato i Tuoi Castighi, e molto più perché ho Offeso Te – Infinitamente Buono e Degno d’Essere Amato sopra ogni cosa. Propongo – col Tuo Santo Aiuto, di non OffenderTi mai più e di Fuggire le Occasioni Prossime di peccato. Signore, Misericordia, Perdonami. Amen. 

 

Considerazione e Preghiere per la Novena

 

Raccomandiamo a Gesù Cristo ed alla Sua Santa Madre tutte le Anime del Purgatorio, e specialmente Quelle dei nostri parenti, benefattori, Amici e Nemici, e più particolarmente l’Anima di Coloro per cui siamo Obbligati di Pregare. Ed Offriamo a Dio in Loro Suffragio le seguenti Orazioni, considerando le grandi Pene Che Patiscono Quelle Sante Spose di Gesù Cristo.

 

I. Molte sono le Pene che Quelle Anime Patiscono; ma la Maggiore E’ il pensiero che Esse – coi Loro peccati commessi in Vita, Sono State la Causa dei dolori Che Soffrono. O Gesù Salvatore, io tante volte ho Meritato l’inferno; che grande Pena sarebbe la mia se io fossi già dannato, in pensare di avermi io stesso Causata la mia dannazione? Vi Ringrazio della Pazienza Che Avete Avuto con me. Mio Dio, perché Voi Siete Bontà Infinita, io Vi Amo sopra ogni cosa e mi Pento con tutto il Cuore di averVi Offeso. Vi Prometto di prima Morire che mai più OffenderVi; Datemi Voi la Santa Perseveranza, Abbiate Pietà di me, ed Abbiate Pietà ancora di Quelle Sante Anime Che Ardono in Quel Fuoco.

O Madre di Dio, Maria, SoccorreteLe Voi colle Vostre Potenti Preghiere.

Pater, Ave.

Quelle Figlie e Quelle Spose, Che Son tanto Tormentate, O Gesù, Ché Voi L’Amate, Consolate per Pietà.

 

II. L’altra Pena, Che molto Affligge Quelle Tenere Creature, E’ il tempo perduto in Questa Vita, in cui potevano Acquistare più Meriti pel Paradiso; e che a Questa Perdita non vi Possono più Rimediare, poiché Finito il Tempo della Vita E’ Finito ancora il Tempo di Meritare! Ah! Povero me, Signore, che da tanti anni Vivo su Questa Terra, e non ho acquistato altro che Meriti per l’inferno; Vi Ringrazio Che mi Date ancora tempo di Rimediare al mal fatto. Mi Pento, Mio Dio così Buono, di averVi dato Disgusto; Datemi il Vostro Aiuto, acciocché la Vita Che mi Resta la Spenda solo a ServirVi ed AmarVi. Abbiate Pietà di me, ed Abbiate ancor Pietà di Quelle Anime Sante che Ardono nel Fuoco.

O Madre di Dio, Maria, SoccorreteLe Voi colle Vostre Potenti Preghiere.

Pater, Ave.

Quelle Figlie e Quelle Spose, Che Son tanto tormentate, o Gesù, ché Voi L’Amate, Consolate per Pietà.

 

III. Un’altra gran Pena Tormenta Quelle Dolci Anime, ed E’ la Vista spaventosa dei Loro peccati che Stanno Purgando. Al presente – in Questa Vita, non si conosce la bruttezza dei peccati, ma ben si conosce nell’Altra Vita; e Questa E’ una delle maggiori Pene che Patiscono le Anime del Purgatorio. O Mio Dio, perché Voi Siete Bontà Infinita, io Vi Amo sopra ogni cosa e mi Pento con tutto il Cuore di averVi Offeso. Vi Prometto di prima Morire che mai più Offender­Vi; Datemi Voi la Santa Perseveranza, Abbiate Pietà di me, ed Abbiate Pietà ancora di Quelle Dolci Anime Che Ardono nel Fuoco.

O Madre di Dio, Maria, SoccorreteLe colle Vostre Potenti Preghiere.

Pater, Ave.

Quelle Figlie e Quelle Spose, Che Son tanto Tormentate, O Gesù, Ché Voi L’Amate, Consolate per Pietà.

 

IV. La Pena Che poi Affligge maggiormente Quelle Anime, Spose di Gesù Cristo, E’ il Pensare Che in Vita – con le Loro colpe, Han Dato Disgusto a Quel Dio Che ora Amano tanto. Alcuni Penitenti, anche su questa Terra, pensando d’aver Offeso un Dio Così Buono, sono arrivati a Morire di dolore. Le Anime del Purgatorio Conoscono assai più di noi Quanto E’ Amabile Dio, e Lo Amano con tutte le forze; ond’è Che Pensando di averLo Disgustato in Vita, Provano un dolore che supera ogni altro dolore. O Mio Dio, perché Voi Siete Bontà Infinita, mi Pento con tutto il Cuore di averVi Offeso. Vi Prometto di prima Morire Che mai più OffenderVi; Datemi la Santa Perseveranza, Abbiate Pietà di me, ed Abbiate ancora Pietà di Quelle Sante Anime Che Ardono nel Fuoco e Vi Amano con tutto il Cuore.

O Madre di Dio, Maria, SoccorreteLe Voi colle Vostre Potenti Preghiere.

Pater, Ave.

Quelle Figlie e Quelle Spose, Che Son tanto Tormentate, o Gesù, Ché Voi L’Amate, Consolate per Pietà.

 

V. Un’altra gran Pena di Quelle Sorelle E’ lo Stare in quel ruoto e patire, senza sapere quando finiranno i Loro Tormenti. Sanno bensì per certo Che Saranno Liberate un Giorno, ma l’incertezza del quando giungerà il fine del Loro Penare E’ per Esse un Tormento ben grande. Misero me, Signore, se m’Aveste Mandato all’inferno! Ivi sarei certo di non uscire più da quella carcere di Tormenti. Vi Amo sopra ogni cosa, Bontà Infinita, e mi Pento con tutto il Cuore di averVi Offeso. Vi Prometto di prima Morire che mai più OffenderVi; Datemi Voi la Santa Perseveranza; Abbiate Pietà di me ed Abbiate Pietà ancora di Quelle Sante Anime che Ardono nel Fuoco.

O Madre di Dio, Maria, SoccorreteLe Voi colle Vostre Potenti Preghiere.

Pater, Ave.

Quelle Figlie e Quelle Spose, Che Son tanto Tormentate, o Gesù, Ché Voi L’Amate, Consolate per Pietà.

 

VI. Quelle Benedette Anime quanto Sono Consolate dalla Memoria della Passione di Gesù Cristo e del Santissimo Sacramento dell’Altare, poiché per Mezzo della Passione Si Trovano Salve e per Mezzo delle Comunioni e delle Sante Messe Hanno Ricevuto e Ricevono tante Grazie. Altrettanto, Sono Tormentate dal Pensiero di Essere State ingrate in Vita a Questi Due Grandi Benefici dell’Amore di Gesù Cristo. O Mio Dio, Voi anche per me Siete Morto, e tante volte Vi Siete Dato a me nella Santissima Comunione, ed io Vi ho pagato sempre d’Ingratitudine! Ma ora Vi Amo sopra ogni cosa, mio Sommo Bene, e mi Pento più che di ogni male di averVi Offeso. Vi Prometto di prima Morire che mai più OffenderVi; Datemi Voi la Santa Perseveranza, Abbiate Pietà di me ed Abbiate ancora Pietà di Quelle Sante Anime Che Ardono nel Fuoco.

O Madre di Dio, Maria, SoccorreteLe Voi colle Vostre Potenti Preghiere.

Pater, Ave.

Quelle Figlie e Quelle Spose, Che Son tanto Tormentate, o Gesù, Ché Voi L’Amate, Consolate per Pietà.

 

VII. Accrescono poi la Pena di Quelle Sorelle tutti i Benefici Particolari Ricevuti da Dio, come: l’essere Nate in paesi Cattolici, l’essere State Aspettate a Penitenza e Perdonate dei Loro peccati. Si, perché tutti fanno conoscere maggiormente l’ingratitudine che hanno usato con Dio. Ma chi più ingrato di me, o Signore? Voi mi Avete Aspettato con tanta Pazienza, più volte mi avete Perdonato con tanto Amore, ed io – dopo tante Promesse, sono tornato ad OffenderVi. Dèh, non mi Mandate all’inferno, dove non potrò più AmarVi. Mi Pento, Bontà Infinita, di averVi Offeso; Prometto di prima Morire che mai più OffenderVi. Datemi Voi la Santa Perseveranza, Abbiate Pietà di me, ed Abbiate ancora Pietà di Quelle Sante Anime.

O Madre di Dio, Maria, SoccorreteLe Voi colle Vostre Potenti Preghiere.

Pater, Ave.

Quelle Figlie e Quelle Spose, Che Son tanto Tormentate, o Gesù, Ché Voi L’Amate, Consolate per Pietà.

 

VIII. Di più è una Pena troppo amara per Quelle Amabili Figlie il pensare Che Dio – in Vita, Ha Loro Usato tante Misericordie Speciali, non Usate con gli altri; ed Esse coi Loro peccati L’hanno Costretto a PunirLe e CondannarLe all’inferno, benché poi, per Sua sola Misericordia, Abbia Loro Perdonato e Le Abbia Salvate. Eccomi, Dio Mio! Uno di questi ingrati sono io: ho disprezzato il Vostro Amore e Vi ho Costretto a Condannarmi all’inferno. Bontà Infinita, ora Vi amo sopra ogni cosa e mi Pento con tutta l’Anima di averVi Offeso. Vi Prometto di prima Morire che mai più OffenderVi; Datemi Voi la Santa Perseveranza, Abbiate Pietà di me, ed Abbiate ancora Pietà di Quelle Sante Anime Che Ardono nel Fuoco.

O Madre di Dio, Maria, SoccorreteLe Voi colle Vostre Potenti Preghiere.

Pater, Ave.

Quelle Figlie e Quelle Spose, Che Son tanto Tormentate, o Gesù, ché Voi L’Amate, Consolate per Pietà.

 

IX. Grandi, sono – insomma, tutte le pene di Quelle Creature dell’Onnipotente: il fuoco, il tedio, l’oscurità, l’incertezza del quando saranno Liberate da Quel Carcere; ma fra tutte, la Pena maggiore di Quelle Sante Spose E’ lo Star Lontane dal Loro Magnifico Sposo, e private di vederLo. O Dio Mio, come ho potuto io viver tanti anni lontano da Voi e privo della Vostra Grazia? Bontà Infinita, io Vi Amo sopra ogni cosa e mi Pento con tutto il Cuore di averVi offeso. Vi Prometto di prima morire che mai più OffenderVi; Datemi la Santa Perseveranza, e non Permettete ch’io abbia a vedermi un’altra volta in disgrazia Vostra. Abbiate Pietà, Vi Prego, di Quelle Sante Anime; Alleggerite le Loro pene, ed Abbreviate il Tempo del Loro Esilio, ChiamandoLe presto ad AmarVi a Faccia a Faccia in Paradiso.

O Madre di Dio, Maria, SoccorreteLe Voi colle Vostre Potenti Preghiere e Pregate anche per noi, che siamo ancora in pericolo di dannarci.

Pater, Ave.

Quelle Figlie e Quelle Spose, Che Son tanto Tormentate, o Gesù, Ché Voi L’Amate, Consolate per Pietà.

 

(Tratto da: “Filotea per i Defunti”;  Imprimatur: In Curia Archiep., Mediolani, die 18 octobris 1901. S. A. M. Mantegazza, Ep. Famag., Vie. gen.).

 

Credo …

Gloria al Padre …

Salve Regina …

Requiem …

Angelo di Dio …

Gloria a Dio …

 

Preghiera al Padre Onnipotente

 

O Dio, Creatore e Redentore di tutti i fedeli, Concedete alle Anime dei Defunti l’Universale Remissione dei peccati. Le nostre umili Preghiere Ottengano Loro il Perdono Che Hanno sempre Desiderato. Grazie Gesù, Vi Amiamo e Vi Adoriamo, e Vi chiediamo Perdono per Coloro Che ci hanno lasciati e Che Speriamo Siano Vicini a Voi; e Confidiamo che anche a noi un giorno – quando Vorrete, ci Chiamerete e ci Perdonerete, Tenendoci Vicini a Voi, Bene Infinito, perché noi Crediamo Che Voi Siete Dio e ci Avete Salvati, SacrificandoVi sulla Croce. Grazie! Amen

 

Implorazione a Maria Addolorata

 

O Madre, Tu Hai Conosciuto il Dolore, ma l’Hai Vinto Riempiendolo d’Amore. Tu Hai Camminato sulle Orme di Gesù e non Ti Sei Fermata quando Hai Visto Che Andavano Verso la Croce. Tu Hai Creduto Che Dio E’ Amore. Tu Hai Creduto Che l’Amore E’ Onnipotente. Tu Hai Creduto Che la Bontà, quando E’ Crocifissa, Vince e Risorge. O Madre, Tu ora Pensi a noi e Soffri per noi; Tu ora Desideri Che Nasca in noi il Tuo Figlio Gesù. Aiutaci, Madre, perché noi siamo deboli nella Fede! Prendici per mano e Guidaci sulla Via del Vangelo, per Far Fiorire di Speranza ogni Dolore e per Cantare il Magnificat coi Piccoli e gli Umili di tutta la Terra, nell’attesa della Grande Festa del Cielo. Amen.

 

Preghiera alla Santa Famiglia

 

Gesù, Giuseppe e Maria, Siete la Gioia dei nostri Cuori e la Salvezza delle nostre Anime. Benediteci e Accompagnateci sempre nel Cammino della nostra Vita Terrena, finché Dio non ci Chiamerà. Grazie! Amen.

 

Apocalisse 14 :7

 

«L’Angelo Diceva con Voce Forte: “Temete Dio e RendeteGli Gloria, perché E’ Venuta l’Ora del Suo Giudizio. AdorateLo, Creature del Cielo e della Terra, del Mare e delle Sorgenti d’Acqua”».

 

Invocazione al Cristo di Dio

 

O Gesù, Perdona le nostre colpe, Preservaci dal Fuoco dell’inferno, Porta in Cielo tutte le Anime, specialmente le più Bisognose della Tua Misericordia.

 

Supplica alla Beata Vergine della Rivelazione

 

Maria, Regina della Pace e della Rivelazione, Prega per noi e per il mondo intero!

 

Esortazione Spirituale

 

“Popolo di Dio, che Ami con Cuore Puro il tuo Creatore, Proclama al mondo Che il Figlio Prediletto E’ Nuovamente quaggiù, sulla Terra, tra noi, ……. e avrai Salva la Vita!”.

 

 

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Saint of the Day – 4 October – St Francis of Assisi O.F.M. Religious, Deacon, Confessor Stigmatist and religious Founder, Apostle of the Holy Eucharist, the Blessed Virgin and of Charity, Preacher, Missionary, Mystic, Miracle-Worker, Co-patron of Italy, founder of the Seraphic Order – the men’s Order of Friars Minor, the women’s Order of Saint Clare, the Third Order of Saint Francis and the Custody of the Holy Land, as well as being the Founder of the Nativity Crib and Manger

 

 

 

Corrispondenza ne “l’Evangelo, Come mi E’ Stato Rivelato

(di Maria Valtorta – volume 5, Capitolo 343, pagina 309)

 

 

 

La pianura fiancheggia il Giordano prima che questo si getti nel lago di Merom. Una bella pianura su cui di giorno in giorno crescono più rigogliosi i cereali e s’infiorano gli alberi da frutto. I colli oltre i quali è Cedes sono ora alle spalle dei pellegrini, che infreddoliti camminano lesti nelle prime luci del giorno, guardando con desiderio il sole che ascende e cercandolo non appena il suo raggio tocca i prati e carezza le fronde. Devono aver dormito all’aperto, al massimo in un pagliaio, perché le vesti sono sgualcite e conservano festuche di paglia e foglie secche che essi si vanno levando man mano che le scoprono nella luce più forte.

Il fiume si annuncia per il suo fruscio, che pare forte nel silenzio mattutino della campagna e per una folta riga di alberi delle foglie novelle, che tremolano alla lieve brezza del mattino. Ma ancora non si vede, sprofondato come è nella pianura piatta. Quando le acque azzurre, ingrossate da numerosi torrentelli che scendono dai colli occidentali, si vedono luccicare fra il verde novello delle sponde, si è quasi sulla riva.

«Facciamo la riva fino al ponte, oppure passiamo il fiume qui?» chiedono a Gesù che era solo, meditabondo, e che si è fermato ad attenderli. «Vedete se c’è barca per passare. È meglio andare di qui…».

«Sì. Al ponte che è proprio sulla via di Cesarea Paneade potremmo incontrare da capo qualcuno messo sulle tracce» osserva Bartolomeo accigliato, guardando Giuda.

«No. Non mi guardare male. Io non sapevo di venire qui e non ho detto nulla. Era facile capire che da Safet Gesù sarebbe andato alle tombe dei rabbi e a Cédès. Ma mai avrei pensato volesse spingersi fino alla capitale di Filippo. Perciò essi Lo ignorano. E non li troveremo per mia colpa né per loro volontà. A meno che non abbiano Belzebù che li conduce» dice calmo e umile l’Iscariota.

«Questo è bene. Perché con certa gente… Bisogna avere occhio e misurare le parole, non lasciare indizi dei nostri progetti. Stare attenti a tutto si deve. Altrimenti la nostra evangelizzazione si tramuterà in perpetua fuga» ribatte Bartolomeo.

Tornano Giovanni e Andrea. Dicono: «Abbiamo trovato due barche. Ci passano per una dramma a barca. Scendiamo sull’argine».

E nelle due barchette, in due riprese, passano sull’altra sponda. La pianura piatta e fertile, li accoglie anche qui. Una pianura fertile, ma poco popolata. Solo i contadini che la coltivano hanno casa in essa.

«Uhm! Come faremo per il pane? Io ho fame… E qui… non ci sono neppure le spighe filistee… Erba e foglie, foglie e fiori. Non sono una pecorella né un’ape» mormora Pietro ai compagni, che sorridono all’osservazione.

Giuda Taddeo si volta -era un poco più avanti- e dice: «Compreremo pane al primo paese».

«Sempre che non ci facciano fuggire» termina Giacomo di Zebedeo.

«Guardatevi, voi che dite di stare attenti a tutto, dal prendere il lievito dei farisei e dei sadducei. Mi sembra che lo stiate facendo, senza riflettere a ciò che fate di male. State attenti! Guardatevi!» dice Gesù.

Gli apostoli si guardano l’un l’altro e bisbigliano: «Ma che dice? Il pane ce lo ha dato quella donna del sordomuto e l’oste di Cedes. E questo è ancora qui. L’unico che abbiamo. Né sappiamo se potremo trovarne da prendere per la nostra fame. Come dunque dice che comperiamo da sadducei e farisei pane col loro lievito? Forse non vuole che si comperi in questi paesi…».

Gesù, che era di nuovo avanti tutto solo, torna a voltarsi.

«Perché avete paura di rimanere senza pane per la vostra fame? Anche se tutti qui fossero sadducei e farisei, non rimarreste senza cibo per il mio consiglio. Non è di quel lievito che è nel pane che Io parlo. Perciò potrete comperare dove vi pare il pane per i vostri ventri. E se nessuno ve lo volesse vendere, non rimarreste senza pane lo stesso. Non vi ricordate dei cinque pani con cui si sfamarono cinquemila persone? Non vi ricordate che ne raccoglieste dodici panieri colmi di avanzi? Potrei fare per voi, che siete dodici e avete un pane, ciò che feci per cinquemila con cinque pani.

Non capite a quale lievito alludo? A quello che gonfia nel cuore dei farisei, sadducei e dottori, contro di Me. È odio, quello. Ed è eresia.

Ora voi state andando verso l’odio come fosse entrato in voi parte del lievito farisaico. Non si deve odiare neppure chi ci è nemico. Non aprite neppure uno spiraglio a ciò che non è Dio. Dietro al primo entrerebbero altri elementi contrari a Dio. Talora, per troppo volere combattere con armi uguali i nemici, si finisce a perire o a essere vinti. E, vinti che siate, potreste per contatto assorbire le loro dottrine. No. Abbiate carità e riservatezza.

Voi non avete in voi ancora tanto da poterle combattere, queste dottrine, senza esserne infettati. Perché alcuni elementi di esse li avete pure voi. E l’astio per loro ne è uno. Ancora vi dico che essi potrebbero cambiare metodo per sedurvi e levarvi a Me, usandovi mille gentilezze, mostrandosi pentiti, desiderosi di fare la pace. Non dovete sfuggirli. Ma quando essi cercheranno di darvi le loro dottrine, sappiate non accoglierle. Ecco quale è il lievito di cui parlo. Il malanimo che è contro l’amore e le false dottrine. Vi dico: siate prudenti».

«Quel segno che i farisei chiedevano ieri era “lievito”, Maestro?» chiede Tommaso.

«Era lievito e veleno».

«Hai fatto bene a non darglielo».

«Ma glielo darò un giorno».

«Quando? Quando?» chiedono curiosi.

«Un giorno…».

«E che segno è? Non lo dici nemmeno a noi, tuoi apostoli? Perché lo si possa riconoscere subito» chiede voglioso Pietro.

«Voi non dovreste avere bisogno di un segno».

«Oh! non per poter credere in Te! Non siamo la gente che ha molti pensieri, noi. Noi ne abbiamo uno solo: amare Te» dice veementemente Giacomo di Zebedeo.

«Ma la gente, voi che l’avvicinate, così alla buona, più di Me, e senza la soggezione che Io posso incutere, chi dice che Io sia? E come definisce il Figlio dell’Uomo?».

«Chi dice che Tu sei Gesù, ossia il Cristo, e sono i migliori. Gli altri ti dicono Profeta, altri solo Rabbi, e altri, Tu la sai, ti dicono pazzo e indemoniato».

«Qualcuno però usa per Te il nome stesso che Tu ti dai, e ti dice “Figlio dell’Uomo”».

«E alcuni anche dicono che ciò non può essere, perché il Figlio dell’Uomo è ben altra cosa. Né è sempre negazione, questa. Perché in fondo essi ammettono che Tu sei da più del Figlio dell’Uomo: sei il Figlio di Dio. Altri invece dicono che non sei neppure il Figlio dell’Uomo, ma un povero uomo che satana agita o che sconvolge la demenza. Tu vedi che i pareri sono molti e tutti diversi» dice Bartolomeo.

«Ma per la gente chi è dunque il Figlio dell’Uomo?».

«È un uomo nel quale siano tutte le virtù più belle dell’uomo, un uomo che raduni in sé tutti i requisiti di intelligenza, sapienza, grazia che pensiamo fossero in Adamo, e taluni a questi requisiti aggiungono quello del non morire. Tu sai che già circola la voce che Giovanni Battista non sia morto. Ma solo trasportato altrove dagli Angeli, e che Erode, per non dirsi vinto da Dio, e più ancora Erodiade, abbiano ucciso un servo e, sottratto il capo di lui, abbiano mostrato come cadavere del Battista il corpo mutilato del servo. Tante ne dice la gente! Perciò pensano in molti che il Figlio dell’Uomo sia o Geremia, o Elia, o qualcuno dei Profeti e anche lo stesso Battista, nel quale era Grazia e sapienza, e si diceva il Precursore del Cristo.

Cristo: l’Unto di Dio. Il Figlio dell’Uomo: un grande uomo nato dall’uomo. Non possono ammettere in molti, o non lo vogliono ammettere, che Dio abbia potuto mandare suo Figlio sulla terra. Tu lo hai detto ieri: “Crederanno solo coloro che sono convinti dell’infinita bontà di Dio”. Israele crede nel rigore di Dio più che nella sua bontà…» dice ancora Bartolomeo.

«Già. Si sentono infatti tanto indegni che giudicano impossibile che Dio sia tanto buono da mandare il suo Verbo per salvarli. Fa ostacolo al loro credere in ciò lo stato degradato della loro anima» conferma lo Zelote. E aggiunge: «Tu lo dici che sei il Figlio di Dio e dell’Uomo. Infatti in Te è ogni Grazia e sapienza come Uomo. Ed io credo che realmente chi fosse nato da un Adamo in Grazia ti avrebbe somigliato per bellezza e intelligenza ed ogni altra dote. E in Te brilla Dio per la potenza. Ma chi lo può credere fra coloro che si credono dèi e misurano Dio su se stessi, nella loro superbia infinita?

Essi, i crudeli, gli odiatori, i rapaci, gli impuri, non possono certo pensare che Dio Abbia Spinto la Sua Dolcezza a Dare Se Stesso per Redimerli, il Suo Amore a Salvarli, la Sua Generosità a DarSi in balìa dell’uomo, la Sua Purezza a SacrificarSi fra noi. Non lo possono, no, essi che sono così inesorabili e cavillosi nel cercare e punire le colpe».

«E voi Chi dite Che Io Sia? Ditelo proprio per vostro giudizio, senza tenere conto delle mie parole o di quelle altrui. Se foste obbligati a giudicarmi, che direste che Io sia?».

«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» grida Pietro inginocchiandosi a braccia tese verso l’alto, verso Gesù, che lo guarda con un volto tutto luce e che si curva a rialzarlo per abbracciarlo dicendo:

«Te beato, o Simone, figlio di Giona! Perché non la carne né il sangue te lo ha rivelato, ma il Padre mio che è nei Cieli. Dal primo giorno che venisti da Me ti sei fatto questa domanda, e poiché eri semplice e onesto hai saputo comprendere ed accettare la risposta che ti veniva dai Cieli.

Tu non vedesti manifestazioni soprannaturali come tuo fratello e Giovanni e Giacomo. Tu non conoscevi la mia santità di figlio, di operaio, di cittadino come Giuda e Giacomo, miei fratelli.

Tu non ricevesti miracolo né vedesti farne, né ti diedi segno di potenza come feci e come videro Filippo, Natanaele, Simon Cananeo, Tommaso, Giuda. Tu non fosti soggiogato dal mio volere come Levi il pubblicano. Eppure tu hai esclamato: “Egli è il Cristo!” Dalla prima ora che mi hai visto, hai creduto, né mai la tua fede fu scossa.

Per Questo Io ti Ho Chiamato Cefa. E per Questo su te, Pietra, Io Edificherò la Mia Chiesa, e le porte dell’Inferno non prevarranno contro di Lei. A te Darò le Chiavi del Regno dei Cieli. E qualunque cosa avrai Legata sulla Terra sarà Legata anche nei Cieli. E qualunque cosa avrai Sciolta sulla Terra sarà Sciolta anche nei Cieli, o uomo Fedele e Prudente di cui Ho Potuto Provare il Cuore. E qui, da questo momento, tu sei il Capo, al quale va data Ubbidienza e Rispetto come ad un altro Me Stesso. E Tale Lo Proclamo davanti a tutti voi».

Se Gesù avesse schiacciato Pietro sotto una grandine di rimproveri, il pianto di Pietro non sarebbe stato così alto. Piange tutto scosso dai singhiozzi, col volto sul petto di Gesù. Un pianto che avrà solo riscontro in quello infrenabile del suo dolore di rinnegatore di Gesù. Ora è pianto fatto di mille sentimenti umili e buoni… Un altro poco dell’antico Simone -il pescatore di Betsaida che al primo annuncio del fratello aveva riso dicendo: «Il Messia appare a te!.. Proprio!», incredulo e ridanciano- un poco tanto dell’antico Simone si sgretola sotto quel pianto per far apparire, sotto la crosta assottigliata della sua umanità, sempre più nettamente il Pietro, Pontefice della Chiesa di Cristo.

Quando alza il viso, timido, confuso, non sa che fare un atto per dire tutto, per promettere tutto, per rinforzarsi tutto al nuovo ministero: quello di gettare le sue braccia corte e muscolose al collo di Gesù e obbligarlo a chinarsi per baciarlo, mescolando i suoi capelli, la sua barba, un poco ispidi e brizzolati, ai capelli e alla barba morbidi e dorati di Gesù, guardandolo poi con uno sguardo adorante, amoroso, supplichevole, degli occhi un poco bovini, lucidi e rossi delle lacrime sparse, tenendo nelle sue mani callose, larghe, tozze, il viso ascetico del Maestro curvo sul suo, come fosse un vaso da cui fluisse liquore vitale… e beve, beve, beve dolcezza e Grazia, sicurezza e forza, da quel viso, da quegli occhi, da quel sorriso…

Si sciolgono infine, tornando ad andare verso Cesarea di Filippo, e Gesù dice a tutti: «Pietro ha detto la verità. Molti l’intuiscono, voi la sapete. Ma voi, per ora, non dite ad alcuno ciò che è il Cristo nella verità completa di ciò che sapete. Lasciate che Dio parli nei cuori come parla nel vostro.

In Verità vi Dico che quelli che alle Mie Asserzioni o alle vostre aggiungono la Fede Perfetta e il Perfetto Amore, giungono a sapere il Vero Significato delle Parole “Gesù, il Cristo, il Verbo, il Figlio dell’Uomo e di Dio”».

 

 

 

 

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Cristo di Dio, Benedici tutto il Cibo Che ci apprestiamo a consumare quotidianamente, affinché Porti Frutto Salvifico ai Corpi e alle Anime delle Creature a Te Fedeli! Amen.

 

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Preghiera del Mattino

Mio Dio, Tu non Metti nessuno fra i “passivi”, Tu non Rifiuti nessuno a priori. Al contrario, Tu Rendi Possibile a noi tutti la Conversione, Offrendoci il Tuo Perdono e la Gioia di Riconciliarci con Te e con gli Altri. AvvicinaTi a me oggi e Volgi i Tuoi Occhi su di me. Aiutami a Saldare i miei debiti verso gli altri, a Ricompensare il male col Bene, qualora abbia fatto del male a qualcuno, e ad essere pronto ad accoglierTi oggi. Alleggerisci le mie spalle del fardello di una Vita falsa, Concedimi la Gioia di Cambiare Interiormente, Uniscimi Strettamente alla mia Famiglia e ai miei Amici con i Legami di un Amore Sincero e Autentico. 

Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Tessalonicesi (2Ts 2,1-3a.13-17)

Riguardo alla Venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro Radunarci con Lui, vi Preghiamo, Fratelli, di non Lasciarvi troppo presto Confondere la Mente e Allarmare né da Ispirazioni né da Discorsi, né da qualche Lettera fatta passare come nostra, quasi che il Giorno del Signore Sia Già Presente. Nessuno vi Inganni in Alcun Modo!  Noi Dobbiamo Sempre Rendere Grazie a Dio per voi, Fratelli Amati dal Signore, perché Dio Vi Ha Scelti come Primizia per la Salvezza, per Mezzo dello Spirito Santificatore e della Fede nella Verità. A Questo Egli Vi Ha Chiamati Mediante il nostro Vangelo, per Entrare in Possesso della Gloria del Signore nostro Gesù Cristo.  Perciò, Fratelli, State Saldi e Mantenete le Tradizioni che Avete Appreso sia dalla nostra Parola sia dalla nostra Lettera. E lo Stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci Ha Amati e ci Ha Dato, per Sua Grazia, una Consolazione Eterna e una Buona Speranza, Conforti i vostri Cuori e li Confermi in ogni Opera e Parola di Bene. Parola di Dio.

Salmo 95

Dite tra le genti: «Il Signore Regna!».  È Stabile il Mondo, non Potrà Vacillare! Egli Giudica i Popoli con Rettitudine.  Gioiscano i Cieli, Esulti la Terra, Risuoni il Mare e Quanto Racchiude; Sia in Festa la Campagna e Quanto Contiene.  Acclamino Tutti gli Alberi della Foresta Davanti al Signore Che Viene: Sì, Egli Viene a Giudicare la Terra; Giudicherà il Mondo con Giustizia e nella Sua Fedeltà i Popoli. 

Dal Santo Vangelo di Gesù Cristo Secondo l’Apostolo Matteo (Mt 23,23-26)

In Quel Tempo, Gesù Parlò Dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la Giustizia, la Misericordia e la Fedeltà. Queste invece erano le Cose da Fare, senza Tralasciare Quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, Pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi Pulito!». Parola del Signore.

Preghiera della Sera

Padre mio, io mi Abbandono a Te. Fa’ di me Quello Che Vuoi. Qualsiasi Cosa Farai di me io Ti Ringrazio, sono Pronto a Tutto, Accetto Tutto. Il mio Unico Desiderio E’ Che la Tua Volontà Si Compia, in me e in Tutte le Tue Creature. Non Desidero nient’altro, o mio Dio. Ripongo la mia Anima nelle Tue Mani. Te La Offro, mio Dio, con Tutto l’Amore del mio Cuore, perché Ti Amo e Questo Amore mi Spinge ad Abbandonarmi a Te, a Riporre Tutto nelle Tue Mani, senza Misura, con un’Infinita Fiducia, perché Tu Sei mio Padre. Amen.

Benedetto nei Secoli il Signore!

 

 

Come comportarsi in chiesa - Parrocchia di Bozzolo - Diocesi di ...

 

 

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo:

 

 

 

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Fox Design - 17 - Il soffio del drago (divisore) - Wattpad

Data:

24 Agosto 2020

Autore articolo:

anadimi

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