Il Santo Vangelo del Giorno mercoledì del Signore 22 giugno 2022 – Con l’Amore e la Devozione Dovuti a Colui Ch’È Tornato tra noi nel Nome del Padre!

…. Scrivere della Sacra Parola È un Dovere da Divulgare con Amore Spontaneo, giacché il Premio È Proprio Quello di Annunciare alle Creature la Salvifica Speranza.  Anche per Ciò, pur non contando io nulla, Esorto ad Aiutare Chi Avesse Necessità di Ricevere Conforto, Pregando Insieme per le Sante Anime Abbandonate in Purgatorio, per i Defunti di Tutti i Tempi, per gli Ammalati, gli Anziani, i Fanciulli, i Poveri, i Sofferenti, i discriminati, gli atei e per i Carcerati.  Come il Buon Paolo, al Cui Ricordo il Cuor Mio Sussulta in Commozione, Tutto io misero Faccio per Questo Merletto della Veste di Cristo – Ch’È il Santo Vangelo – per l’appunto, Auspicando di Diventarne Partecipe a mia Volta, mentre in Ginocchio Attendo il Giudizio di Dio. (l’autore). 

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Poiché “Il Potere di Cristo Espelle l’originaria causa di ogni male”, Dedichiamo il Santo Vangelo del Giorno all’Amore e alla Divina Misericordia di Gesù Salvatore, affinché Conceda il Suo Perdono alle Anime Sante Abbandonate in Purgatorio e ai Defunti di Tutti i Tempi, Creature Tenere ma Private della Diffusa e Salvifica Preghiera di noi distratti Figli di quaggiù.  Per Grazia Ricevuta.

 

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Confiteor

(da Recitarsi possibilmente in Ginocchio, Invocando la Divina Misericordia)

«Confesso a Dio Onnipotente e a voi, Fratelli, Che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E Supplico la Beata Sempre Vergine Maria, gli Angeli, i Santi e voi, Fratelli, di Pregare per me il Signore Dio nostro.  Dio Onnipotente Abbia Misericordia di noi, Perdoni i nostri peccati e ci Conduca alla Vita Eterna.  Amen».

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Riflessioni dello Spirito

All’improvviso, Capirai la Vera Essenza del Cristo e Quel Che ci han di Lui celato! Avrai vergogna anche per Ciò, poiché non hai Abbandonato il tuo Cuore Mentre Egli Parlava della Verità – Che ci ostiniamo a non Vedere e a non voler ancora Udire.

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Atto di Dolore

O Gesù, mi Pento e mi Dolgo con Tutto il Cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i Tuoi Castighi e, soprattutto, perché ho offeso Te, Infinitamente Buono e Degno d’Essere Amato Sopra Ogni Cosa! Propongo – col Tuo Santo Aiuto, di non offenderTi mai più e di Fuggire le occasioni prossime di peccato.  Signore, Misericordia, Perdonami! Amen.

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Preghiera dal Cuore

(Atto di Amorevole Umiliazione ai Piedi della Santa Croce – in Ginocchio – 27 luglio 2019)

“Più numerosi dei Capelli del Mio Capo sono coloro che Mi odiano senza ragione.  Sono potenti i nemici che Mi calunniano: quanto non Ho Rubato, lo Dovrei Restituire? Per Te Io Sopporto l’insulto e la vergogna Mi copre la Faccia; Sono un Estraneo per i Miei Fratelli, un Forestiero per i Figli di Mia Madre. Poiché Mi Divora lo Zelo per la Tua Casa, ricadono Su di Me gli oltraggi di chi Ti insulta.  Ma Io Innalzo a Te la Mia Preghiera, Signore, nel Tempo della Benevolenza; per la Grandezza della Tua Bontà, Rispondimi, per la Fedeltà della Tua Salvezza, o Dio”. (Sal 69(68),5.8-10.14.).

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Professione di Fede

(in Ginocchio)

“I Servi Fedeli alla Maestà del Figlio dell’Uomo Saranno Pastori Umili e Buoni per le genti del Mondo Nuovo, a Compimento della Gloria in Terra di Dio Padre Onnipotente! Amen”.

“Credo In Un Solo Dio, Padre Onnipotente, Creatore Del Cielo e Della Terra, e Di Tutte le Cose Visibili ed Invisibili.  Credo In Un Solo Signore Gesù Cristo, Unigenito Figlio Di Dio, Nato Dal Padre Prima Di Tutti I Secoli.  Dio Da Dio, Luce Da Luce, Dio Vero Da Dio Vero, Generato –  e non Creato, Della Stessa Sostanza Del Padre.  Per Mezzo Di Lui Tutte le Cose Sono State Create.  Per noi uomini e per la nostra Salvezza Discese Dal Cielo, e Per Opera Dello Spirito Santo Si È Incarnato Nel Seno Della Vergine Maria e Si È Fatto Uomo.  Fu Crocifisso per noi Sotto Ponzio Pilato, Morì e Fu Sepolto e Il Terzo Giorno È Risuscitato Secondo Le Scritture; È Salito Al Cielo, Siede alla Destra Di Dio Padre Onnipotente e di Nuovo Verrà Nella Gloria Per Giudicare i Vivi e i Morti e Il Suo Regno non Avrà fine.  Credo Nello Spirito Santo, Che È Signore e Dà La Vita e Procede Dal Padre e Dal Figlio, e Con Il Padre e Il Figlio È Adorato e Glorificato e Ha Parlato per Mezzo dei Profeti.  Credo Nella Chiesa Del Figlio Dell’Uomo, Una Santa Cattolica e Apostolica. Professo Un Solo Battesimo Per Il Perdono dei peccati e Aspetto la Risurrezione Dei Morti e La Vita Del Mondo Che Verrà! Amen”.

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Gloria

Gloria a Dio nell’Alto dei Cieli e Pace in Terra agli uomini Amati dal Signore.  Noi Ti Lodiamo, Ti Benediciamo, Ti Adoriamo, Ti Glorifichiamo, Ti Rendiamo Grazie per la Tua Gloria Immensa, Signore Dio, Re del Cielo, Dio Padre Onnipotente.  Signore, Figlio Unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, Tu Che Togli i peccati dal mondo, Abbi Pietà di noi; Tu Che Togli i peccati dal mondo, Accogli la nostra Supplica; Tu Che Siedi alla Destra del Padre, Abbi Pietà di noi.  Perché Tu Solo il Santo, Tu Solo il Signore, Tu Solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella Gloria di Dio Padre.  Amen.

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Fratelli e Sorelle Carissimi, nemmeno i Delegati ci dicono Quanto Veramente Grande Sia il Creatore e Quel Che – ormai Inevitabilmente, Sta per Abbattersi sul mondo! Infatti, come in una buia camera di compensazione, Egli Viene Posto alla stregua della Natura, quasi Quest’Ultima dipendesse dalle stolte scienze umane.  Alcun titolato ha il coraggio di rivelar le Verità, Nascoste a noi Figli di quaggiù per via dei machiavellici disegni umani, onde mantenere inalterato l’effimero potere.  Chi ha speculato sulle emotività delle genti, allontanandole dalla Fede, Risponderà Davanti al Signore Iddio, patendo le Sofferenze che in Vita diede al Prossimo suo.  Ma noi Preghiamo insieme, quindi, affinché il Figlio dell’Uomo Voglia ancor Donar Misericordia alle misere Anime nostre, sempre più inquinate dal famigerato e diabolico progresso.  Pace e Bene a Tutti i Cuori in Ascolto.

 

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Preghiera a San Giuseppe

 

A Te, o Beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, Ricorriamo e Fiduciosi Invochiamo il Tuo Patrocinio dopo quello della Tua Santissima Sposa.  Per Quel Sacro Vincolo di Carità, Che Ti Strinse all’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l’ Amore Paterno Che Portasti al Fanciullo Gesù, Riguarda, Te ne Preghiamo, con Occhio Benigno la Cara Eredità, Che Gesù Cristo Acquistò col Suo Sangue, e col Tuo Potere ed Aiuto Sovvieni ai nostri Bisogni.  Proteggi – o Provvido Custode della Divina Famiglia, l’Eletta Prole di Gesù Cristo: Allontana da noi, o Padre Amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; Assistici Propizio dal Cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro Fortissimo Protettore; e Come un Tempo Salvasti dalla morte la minacciata Vita del Pargoletto Gesù, Così Ora Difendi la Santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e Stendi ognora su ciascuno di noi il Tuo Patrocinio, affinché a Tuo Esempio e Mediante il Tuo Soccorso, possiamo Virtuosamente Vivere, Piamente Morire e Conseguire l’Eterna Beatitudine in Cielo… Amen!

Corrispondenza ne “L’Evangelo Come mi È Stato Rivelato

(Di Maria Valtorta – Volume 5 Capitolo 354 pagina 391)

«Ma Che Miracoli Fai Tu dunque perché noi si possa Credere in Te Come un Mandato da Dio e perché si possa vedere su Te il Sigillo di Dio? Che Fai Tu Che già, sebbene in forma minore, non abbiano Fatto i Profeti? Mosè Ti Ha Superato, anzi, perché, non per una volta tanto, ma per quarant’anni, nutrì di Meraviglioso Cibo i nostri padri. Così È Scritto: che i nostri padri per quarant’anni mangiarono la Manna del deserto, ed è detto che perciò Mosè diede loro da mangiare Pane venuto dal cielo, egli che poteva».

«Siete in errore. Non Mosè ma il Signore Poté Fare Questo. E nell’Esodo si legge: “Ecco: Io Farò Piovere del Pane dal Cielo. Esca il popolo e Ne raccolga Quanto Basta Giorno per Giorno, e Così Io Provi se il popolo cammina Secondo la Mia Legge. E il sesto Giorno Ne raccolga il doppio per Rispetto al settimo Dì Che È il Sabato”. E gli ebrei videro il deserto ricoprirsi, Mattina per Mattina, di Quella “Cosa Minuta Come Ciò che è pestato nel mortaio e simile alla brina della Terra, Simile al Seme di Coriandolo, e dal Buon Sapore di Fior di farina incorporata col Miele”. Dunque non Mosè, ma Dio Provvide alla Manna. Dio Che Tutto Può. Tutto. Punire e Benedire. Privare e Concedere. Ed Io ve Lo Dico, delle due Cose Preferisce sempre Benedire e Concedere a Punire e Privare.

Dio, Come Dice la Sapienza, per Amore di Mosè – Detto dall’Ecclesiastico “Caro a Dio e agli uomini, di Benedetta Memoria, Fatto da Dio Simile ai Santi nella Gloria, Grande e Terribile per i nemici, Capace di Suscitare e porre fine ai Prodigi, Glorificato nel cospetto dei re, suo ministro al cospetto del popolo, conoscitore della Gloria di Dio e della voce dell’Altissimo, custode dei precetti e della Legge di vita e di scienza”- Dio, dicevo, per Amore di questo Mosè, nutrì il suo popolo col Pane degli Angeli, e dal cielo gli donò un Pane bell’e fatto, senza fatica, contenente in sé ogni delizia ed ogni soavità di sapore.

E – ricordate bene ciò che dice la Sapienza – poiché veniva dal Cielo, da Dio, e mostrava la sua dolcezza verso i figli, aveva per ognuno il sapore che ognuno voleva, e dava ad ognuno gli effetti desiderati, essendo utile tanto al pargolo, dallo stomaco ancora imperfetto, come all’adulto, dall’appetito e digestione gagliardi, alla fanciulla delicata come al vecchio cadente. E anche, per testimoniare che non era opera d’uomo, capovolse le leggi degli ele­menti, onde resistette al fuoco, esso, il misterioso Pane che al sor­gere del sole si squagliava come brina.

O meglio: il fuoco – è sempre la Sapienza che parla – dimenticò la propria natura per rispetto all’opera di Dio suo Creatore e dei bisogni dei giusti di Dio, di modo che, mentre è solito ad infiammarsi per tormentare, qui si fece dolce per fare del bene a quelli che confidavano nel Signore.

Per questo allora, trasformandosi in ogni maniera, servì alla Grazia del Signore, nutrice di tutti, secondo la volontà di chi pregava l’eterno Padre, affinché i figli diletti imparassero che non è il riprodursi dei frutti che nutrisce gli uomini, ma È la Parola del Signore quella che conserva chi crede in Dio. Infatti non consumò, come poteva, la dolce Manna, neppure se la fiamma era alta e potente, mentre bastava a scioglierla il dolce sole del mattino, affinché gli uomini ricordassero e imparassero che i Doni di Dio vanno ricercati dall’inizio del giorno e della Vita, e che per averli occorre anticipare la luce e sorgere, per Lodare l’Eterno, dalla prima ora del mattino.

Questo insegnò la Manna agli ebrei. Ed Io ve lo ricordo perché è dovere che dura e durerà sino alla fine dei secoli. Cercate il Signore ed i suoi doni celesti senza poltrire fino alle tarde ore del giorno o della vita. Sorgete a lodarlo prima ancora che Lo lodi il sorgente sole, e pascetevi della sua parola che conserva e preserva e conduce alla Vita vera.

Non Mosè vi diede il Pane del Cielo, ma in verità lo diede il Padre Iddio, e ora, in verità delle verità, è il Padre mio quello che vi dà il vero Pane, il Pane novello, il Pane eterno che dal Cielo discende, il Pane di misericordia, il Pane di Vita, il Pane che dà al mondo la Vita, il Pane che sazia ogni fame e leva ogni languore, il Pane che dà, a chi lo prende, la Vita eterna e l’eterna gioia».

«Dacci, o Signore, di codesto Pane, e noi non morremo più».

«Voi morrete come ogni uomo muore, ma risorgerete a Vita eterna se vi nutrirete santamente di questo Pane, perché esso fa incorruttibile chi lo mangia. Riguardo a darvelo sarà dato a coloro che lo chiedono al Padre mio con puro cuore, retta intenzione e santa carità. Per questo ho insegnato a dire: “Dacci il Pane quotidiano”. Ma coloro che se ne nutriranno indegnamente diverranno brulichio di vermi infernali, come i gomor di Manna conservati contro l’ordine avuto. E quel Pane di salute e vita diverrà per loro morte e condanna. Perché il sacrilegio più grande sarà commesso da coloro che metteranno quel Pane su una mensa spirituale corrotta e fetida, o Lo profaneranno mescolandolo alla sentina delle loro inguaribili passioni. Meglio per loro sarebbe non averlo mai preso!».

«Ma dove è questo Pane? Come Lo si trova? Che nome ha?».

«Io sono il Pane di Vita. In Me lo si trova. Il suo Nome è Gesù. Chi viene a Me non avrà più fame, e chi crede in Me non avrà mai più sete, perché i fiumi celesti si riverseranno in lui estinguendo ogni materiale ardore. Io ve l’ho detto, ormai. Voi mi avete conosciuto, ormai. Eppure non Credete. Non Potete Credere Che Tutto Quanto È In Me. Eppure Così È. In Me Sono Tutti i Tesori Di Dio. E a Me Tutto della Terra È Dato, onde in Me Sono Riuniti i Gloriosi Cieli e la Militante Terra, e Fino la Penante e Attendente Massa dei Trapassati in Grazia di Dio Sono in Me, perché in Me e a Me È Ogni Potere.

Ed Io ve Lo Dico: Tutto Quanto il Padre Mi Dà Verrà a Me. Né Io Scaccerò Chi a Me Viene, perché Sono Disceso Dal Cielo non per Fare la Mia Volontà, ma Quella di Colui Che Mi Ha Mandato. E la Volontà del Padre Mio, del Padre Che Mi Ha Mandato, È Questa: Che Io non Perda nemmeno Uno di Quelli Che Mi Ha Dato, ma Che Io Li Risusciti all’Ultimo Giorno. Ora la Volontà del Padre Che Mi Ha Mandato È Che Chiunque Conosce il Figlio e Crede in Lui Abbia la Vita Eterna e Io Lo Possa Risuscitare nell’Ultimo Giorno, Vedendolo Nutrito della Fede in Me e Segnato del Mio Sigillo».

Vi È non poco brusìo nella Sinagoga e fuori della Stessa per le Nuove e Ardite Parole del Maestro. E Questo, Dopo Avere per un Momento Preso Fiato, Volge gli Occhi Sfavillanti di Rapimento là dove più si mormora, e sono precisamente i gruppi in cui sono dei giudei. Riprende a Parlare.

«Perché mormorate fra voi? Sì, Io Sono il Figlio di Maria di Nazaret Figlia di Gioacchino della stirpe di Davide, Vergine consacrata nel Tempio e poi sposata a Giuseppe di Giacobbe, della stirpe di Davide. Voi avete conosciuto, in molti, i giusti che dettero vita a Giuseppe, legnaiolo regale, e a Maria, Vergine erede della stirpe regale. Ciò vi fa dire: “Come può costui dirsi disceso dal Cielo?», e il dubbio sorge in voi.

Vi ricordo i Profeti nelle loro profezie sull’Incarnazione del Verbo. E vi ricordo come, più per noi israeliti che per qualsiasi altro popolo, è dogmatico che Colui che non osiamo chiamare non potesse darsi una Carne secondo le leggi della umanità, e umanità decaduta per giunta. Il Purissimo, l’Increato, se si è mortificato a farsi Uomo per Amore dell’uomo, non poteva che eleggere un seno di Vergine più pura dei gigli per rivestire di Carne la sua Divinità.

Il Pane disceso dal Cielo al tempo di Mosè è stato riposto nell’arca d’oro, coperta dal propiziatorio, vegliata dai Cherubini, dietro i veli del Tabernacolo. E col Pane era la Parola di Dio. E giusto era che ciò fosse, perché sommo rispetto va dato ai doni di Dio e alle Tavole della sua Santissima Parola. Ma che allora sarà stato preparato da Dio per la sua stessa Parola e per il Pane vero che è venuto dal Cielo? Un’arca più inviolata e preziosa dell’arca d’oro, coperta dal prezioso propiziatorio della sua pura vo­lontà di immolazione, vegliata dai Cherubini di Dio, velata dal velo di un candore verginale, di una umiltà perfetta, di una Carità Sublime e di Tutte le Virtù più Sante.

E allora? Non capite ancora che la mia paternità è in Cielo e che perciò Io di là vengo? Sì, Io sono disceso dal Cielo per compiere il decreto del Padre mio, il decreto di salvazione degli uomini secondo quanto promise al momento stesso della condanna e ripeté ai Patriarchi e ai Profeti.

Ma questo è fede. E la fede viene data da Dio a chi ha l’animo di buona volontà.

Perciò nessuno può venire a Me se non lo conduce a Me il Padre mio, vedendolo nelle tenebre ma rettamente desideroso di luce. E scritto nei Profeti: “Saranno tutti ammaestrati da Dio”. Ecco. È detto. È Dio che li istruisce dove andare per essere istruiti di Dio. Chiunque, dunque, ha udito in fondo al suo spirito retto parlare Iddio, ha imparato dal Padre a venire a Me».

«E chi vuoi che abbia sentito Iddio o visto il suo Volto?» chiedono in diversi che cominciano a mostrare segni di irritazione e di scandalo. E terminano: «Tu deliri, oppure sei un illuso».

«Nessuno ha veduto Iddio eccetto Colui che è da Dio; questo ha veduto il Padre. E questo Io sono. Ed ora udite il “credo” della vita futura, senza il quale non ci si può salvare. In verità, in verità vi dico che chi crede in Me ha la Vita eterna. In verità, in verità vi dico che Io sono il Pane della Vita eterna.

I vostri padri mangiarono nel deserto la Manna e morirono. Perché la Manna Era un Cibo Santo ma temporaneo, e Dava Vita per Quanto Necessitava a Giungere alla Terra Promessa da Dio al Suo Popolo. Ma la Manna che Io sono non avrà limitazione di tempo e di potere. È non solo Celeste, ma È Divina, e Produce Ciò Che È Divino: l’incorruttibilità, l’immortalità di quanto Dio ha creato a sua immagine e somiglianza. Essa non durerà quaranta giorni, quaranta mesi, quaranta anni, quaranta secoli. Ma durerà finché durerà il tempo, e sarà data a tutti coloro che di essa hanno fame santa e gradita al Signore, che giubilerà di darsi senza misura agli uomini per cui si è incarnato, onde abbiano la Vita che non muore.

Io posso darmi, Io posso transustanziarmi per Amore degli uomini, onde il Pane divenga Carne e la Carne divenga Pane per la fame spirituale degli uomini, che senza questo Cibo morirebbero di fame e di malattie spirituali.

Ma se uno mangia di questo Pane con giustizia, egli vivrà in eterno. Il Pane che Io darò sarà la mia Carne immolata per la vita del mondo, sarà il mio Amore sparso nelle case di Dio, perché alla mensa del Signore vengano tutti coloro che sono amorosi o infelici e trovino ristoro al loro bisogno di fondersi a Dio e di trovare sollievo al loro penare».

«Ma come puoi darci da mangiare la tua Carne? Per chi ci hai presi? Per belve sanguinarie? Per selvaggi? Per omicidi? A noi ripugna il sangue e il delitto».

«In Verità, in Verità vi Dico Che molte volte l’uomo è più di una belva, e che il peccato fa più che selvaggi, che l’orgoglio dà sete omicida, e che non a tutti dei presenti ripugnerà il Sangue e il delitto. E anche in futuro l’uomo tale sarà, perché satana, il senso e l’orgoglio lo fanno feroce. E perciò con maggior bisogno che mai dovete e dovrà l’uomo Sanare se stesso dai germi terribili con l’Infusione del Santo.

In Verità, in Verità vi Dico Che se non Mangerete la Carne del Figlio dell’Uomo e non Berrete il Suo Sangue, non Avrete in voi la Vita. Chi Mangia Degnamente la Mia Carne e Beve il Mio Sangue Ha la Vita Eterna ed Io Lo Risusciterò all’Ultimo Giorno. Perché la Mia Carne È Veramente Cibo e il Mio Sangue È Veramente Bevanda. Chi Mangia la Mia Carne e Beve il Mio Sangue Rimane in Me ed Io in Lui. Come il Padre Vivente Mi Inviò, ed Io Vivo per il Padre, Così Chi Mi Mangia Vivrà anch’Egli per Me e Andrà Dove Lo Mando, e Farà Ciò Che Io Voglio, e Vivrà Austero Come Uomo e Ardente Come Serafino, e Sarà Santo, perché per Potersi Cibare della Mia Carne e del Mio Sangue Si Interdirà le Colpe e Vivrà Ascendendo per Finire la Sua Ascesa ai Piedi dell’Eterno».

«Ma costui è folle! Chi può vivere in tal modo? Nella nostra religione è solo il sacerdote che deve essere purificato per offrire la vittima. Qui Egli ci vuole fare, di noi, tante vittime della sua follia. Questa dottrina è troppo penosa e questo linguaggio è troppo duro! Chi li può ascoltare e praticare?» sussurrano i presenti, e molti sono Discepoli già reputati tali.

La gente sfolla commentando. E molto assottigliate appaiono le file dei Discepoli quando restano solo nella sinagoga il Maestro e i più fedeli. Io non li conto, ma dico che, ad occhio e croce, sì e no se si arriva a cento. Perciò ci deve essere stata una bella defezione anche nelle schiere dei vecchi Discepoli ormai al servizio di Dio.

Fra i rimasti sono gli Apostoli, il sacerdote Giovanni e lo scriba Giovanni, Stefano, Erma, Timoneo, Ermasteo, Agapo, Giuseppe, Salomon, Abele di Betlemme di Galilea e Abele il già lebbroso di Corozim col suo Amico Samuele, Elia (Quello Che Lasciò di Seppellire il padre per Seguire Gesù), Filippo di Arbela, Aser e Ismaele di Nazaret, più altri che non Conosco di nome.

Questi tutti parlano piano fra loro commentando la defezione degli altri e le Parole di Gesù, Che Pensieroso Sta con le Braccia Conserte Appoggiato ad un alto leggio.

«E vi scandalizzate di Ciò Che Ho Detto? E se vi Dicessi Che Vedrete un Giorno il Figlio dell’Uomo Ascendere al Cielo Dove Era Prima e Sedersi al Fianco del Padre? E Che Avete Capito, Assorbito, Creduto Fino ad Ora? E con che avete udito e assimilato? Solo con l’umanità? È lo spirito quello che vivifica e ha valore. La carne non giova a niente. Le mie parole sono spirito e vita, e vanno udite e capite con lo spirito per averne vita. Ma ci sono molti fra voi che hanno morto lo spirito perché è senza fede.

Molti di voi non Credono con Verità. E inutilmente stanno Presso a Me. Non Ne avranno Vita, ma morte. Perché vi stanno, Come Ho Detto in Principio, o per curiosità o per umano diletto, o, peggio, per fini ancora più indegni. Non sono Portati Qui Dal Padre per Premio alla loro Buona Volontà, ma da satana. Nessuno può Venire a Me, in Verità, se non Gli È Concesso dal Padre Mio.

Andate pure, voi che vi trattenete a fatica perché vi vergognate, umanamente, di abbandonarmi, ma avete ancora maggior vergogna di rimanere al Servizio di Uno Che vi pare “Pazzo e Duro”. Andate. Meglio lontani che Qui per nuocere».

E molti altri si ritraggono fra i Discepoli, fra i quali lo scriba Giovanni e Marco, il geraseno indemoniato, Guarito mandando i demoni nei porci. I Discepoli buoni si consultano e corrono dietro a questi fedifraghi tentando di fermarli.

Nella Sinagoga Sono Ora Gesù, il sinagogo e gli Apostoli… Gesù Si Volge ai Dodici Che, Mortificati, Stanno in un angolo e Dice: «Volete andarvene anche voi?». Lo Dice senza acredine e senza mestizia. Ma con Molta Serietà.

Pietro, con impeto doloroso, gli dice: «Signore, e dove vuoi che si vada? Da chi? Tu sei la nostra vita e il nostro Amore. Tu solo hai parole di Vita eterna. Noi abbiamo conosciuto che Tu sei il Cristo, Figlio di Dio. Se vuoi, cacciaci. Ma noi, di nostro, non Ti lasceremo neppure… neppure se Tu non ci Amassi più…», e Pietro piange senza rumore, con grandi lacrimoni…

Anche Andrea, Giovanni, i due figli di Alfeo, piangono apertamente, e gli altri, pallidi o rossi per l’emozione, non piangono, ma soffrono palesemente.

«Perché vi Dovrei Cacciare? Non Sono Stato Io Che Ho Eletto voi Dodici?…».

Giairo, Prudentemente, Si È Ritirato per Lasciare Gesù Libero di Confortare o Redarguire i Suoi Apostoli.  Gesù, Che ne Nota la Silenziosa ritirata, Dice, Sedendosi Accasciato Come se la Rivelazione Che Fa Gli Costasse uno Sforzo Superiore a Quello Che Egli Può Fare, Stanco Come È, Disgustato, Addolorato: «Eppure uno di voi è un demonio».

La Parola Cade Lenta, paurosa, nella sinagoga, nella quale è solo allegra la luce delle molte lampade… e nessuno osa dire nulla. Ma si guardano l’un l’altro con pauroso ribrezzo e angosciosa indagine e, con una ancor più angosciosa e intima domanda, ognuno esamina sé stesso…

Nessuno si muove per qualche Tempo. E Gesù Resta Solo, sul Suo Sedile, le Mani Incrociate sui Ginocchi, il Viso Basso. Lo Alza infine e Dice: «Venite. Non Sono già un lebbroso! O Mi Credete tale?…».

Allora Giovanni Corre Avanti e Gli Si Avviticchia al Collo Dicendo: «Con Te, allora, nella lebbra, Mio Solo Amore.  Con Te nella Condanna, con Te nella Morte, se Credi Che Ciò Ti Attenda…».

E Pietro Striscia ai Suoi Piedi e Li Prende e Se Li Mette sugli omeri e Singhiozza: «Qui, Premi, Calpesta! Ma non mi fare pensare Che Tu Diffidi del Tuo Simone».

Gli Altri, vedendo Che Gesù Carezza i due primi, si fanno avanti e Baciano Gesù sulle Vesti, sulle Mani, sui Capelli… Solo l’Iscariota osa baciarLo sul Viso.

Gesù Si Alza di Scatto, e quasi lo Respinge Bruscamente Tanto lo Scatto È Improvviso, e Dice: «Andiamo a casa. Domani Sera, di Notte, Partiremo con le barche per Ippo».

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Benediciamo e Amiamo il Santo Nome del Signore, mentre Preghiamo Insieme per:

La Santissima Trinità Divina – nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo Consolatore, la Creazione – Opera Straordinaria dell’Onnipotente, Il Santo Natale del Cristo di Dio, Il Santissimo Sangue del Divino Agnello, il Sangue dei Martiri, i Santuari della Beata Vergine Maria, il Santuario della Vergine della Rivelazione in Roma, il Ricordo della Madonna dell’Arco, Santa Maria Maddalena, Giovanni il Battista – Precursore del Cammino di Gesù, San Giuseppe – coi Santi e gli Angeli del Paradiso, Le Anime Sante abbandonate in Purgatorio e per i Defunti di Tutti i Tempi, I Profeti e i Veggenti, i Perseguitati a Causa della Testimonianza Cristica, Papa Francesco, il Rabbino Capo di Roma e Tutti i Riconosciuti Giusti, i Sacerdoti e i Professanti la Fede in Dio Padre Onnipotente, i Movimenti Eucaristici e Mariani, i Gruppi di Preghiera, gli Ammalati nel Corpo e nello Spirito, i Carcerati, gli atei, gli ipocriti e i sapienti della Terra, i Bimbi Deceduti prima del Santo Battesimo, i Giovani e tutti Coloro che non Credono nella Divina Misericordia di Gesù Cristo – Figlio Prediletto dell’Altissimo, Signore nostro, Sacerdote Infallibile e Salvatore del mondo intero.

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Celebrando il Memoriale del Tuo Meraviglioso Figlio, Ti Offriamo, Padre, il Pane della Vita e il Calice della Salvezza, e Ti Rendiamo Grazie per Averci Ammessi alla Tua Presenza a Compiere il Servizio Sacerdotale. Ti Preghiamo Umilmente: per la Comunione al Corpo e al Sangue di Cristo, lo Spirito Santo ci Riunisca in un Solo Corpo.  Ricordati, Padre, della Tua Chiesa Diffusa su Tutta la Terra: Rendila Perfetta nell’Amore in Unione con il nostro Papa – Francesco, e con Tutto l’Ordine Sacerdotale. Ricordati dei nostri Fratelli, Che Si Sono Addormentati nella Speranza della Risurrezione, e di Tutti i Defunti Che Si Affidano alla Tua Clemenza: Ammettili a Godere la Luce del Tuo Volto.  Di noi tutti Abbi Misericordia: Donaci di Aver Parte alla Vita Eterna, Insieme con la Beata Maria, Vergine e Madre di Dio, con gli Apostoli e Tutti i Santi, Che in Ogni Tempo Ti Furono Graditi: e in Gesù Cristo Tuo Figlio Canteremo la Tua Gloria:  “Per Cristo, Con Cristo e In Cristo, a Te, Dio, Padre Onnipotente, nell’Unità dello Spirito Santo, Ogni Onore e Gloria, per Tutti i Secoli dei Secoli.  Amen.

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Popolo di Dio, Che Ami Con Cuore Puro il tuo Creatore, Proclama al mondo Che il Figlio Prediletto È Nuovamente quaggiù, sulla Terra, tra noi, e Avrai Salva la Vita!

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Se Siamo Morti Con Cristo, Crediamo Anche Che Vivremo Con Lui.  Alleluia. (Rm 6, 8)

La Grande Promessa della Divina Misericordia

Preghiera del Mattino

Ti Ringrazio, Padre, per Questo Nuovo Giorno. Aiutami a Viverlo in Amicizia con Te e con il Prossimo. Donami la Forza per Affrontare gli impegni che mi aspettano. Aiutami a Condividere la Gioia e a Superare le difficoltà. Amen.

Detti dei padri

Il padre disse: ““… non giudicare il fornicatore se sei continente, giacché tu trasgredisci altrettanto la Legge. Infatti, Colui Che Ha Detto “….non fornicare”, Ha Detto anche “… non giudicare””.

Antifona

Il Signore È la Forza del Suo Popolo, Rifugio di Salvezza per il Suo Consacrato. Salva il Tuo Popolo, o Signore,  e Benedici la Tua Eredità,  Sii loro Pastore e Sostegno per Sempre. (Cf. Sal 27, 8-9).

Colletta

Donaci, o Signore, di Vivere Sempre nel Timore e nell’Amore per il Tuo Santo Nome,  poiché Tu non Privi Mai della Tua Guida  coloro Che Hai Stabilito sulla Roccia del Tuo Amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, Tuo Figlio, Che È Dio, e Vive e Regna con Te, nell’Unità dello Spirito Santo, per Tutti i Secoli dei Secoli.

Dal Secondo Libro dei Re (2 Re 22,8-13.23,1-3)

In Quei Giorni, il sommo sacerdote Chelkia disse allo scriba Safàn: “Ho trovato nel Tempio il Libro della Legge”. Chelkia diede il Libro a Safàn, che Lo lesse. Lo scriba Safàn quindi andò dal re e gli riferì: “I tuoi servitori hanno versato il denaro trovato nel Tempio e l’hanno consegnato agli esecutori dei lavori, addetti al Tempio”. Inoltre lo scriba Safàn riferì al re: “Il sacerdote Chelkia mi ha dato un Libro”. Safàn lo lesse davanti al re. Udite le Parole del Libro della Legge, il re si lacerò le vesti. Egli comandò al sacerdote Chelkia, ad Achikam figlio di Safàn, ad Acbor figlio di Michea, allo scriba Safàn e ad Asaia ministro del re: “Andate, Consultate il Signore per me, per il popolo e per tutto Giuda, Intorno alle Parole di Questo Libro ora trovato; difatti Grande È la Collera del Signore, Che Si È Accesa contro di noi perché i nostri padri non hanno ascoltato le Parole di Questo Libro e nelle loro azioni non si sono ispirati a Quanto È Stato Scritto per noi”. Per suo ordine si radunarono presso il re tutti gli anziani di Giuda e di Gerusalemme. Il re salì al Tempio del Signore insieme con tutti gli uomini di Giuda e con tutti gli abitanti di Gerusalemme, con i sacerdoti, con i Profeti e con tutto il popolo, dal più piccolo al più grande. Ivi fece leggere alla loro presenza le Parole del Libro dell’Alleanza, trovato nel Tempio. Il re, in piedi presso la colonna, concluse un’Alleanza Davanti al Signore, impegnandosi a seguire il Signore e a Osservarne i Comandi, le Leggi e i Decreti con Tutto il Cuore e con Tutta l’Anima, Mettendo in Pratica le Parole dell’Alleanza Scritte in Quel Libro. Tutto il Popolo Aderì all’Alleanza. Parola di Dio.

Dal Salmo 118

IndicaMi, Signore, la Via dei Tuoi Decreti e La Seguirò Sino alla Fine. Dammi Intelligenza, perché Io Osservi la Tua Legge e La Custodisca con Tutto il Cuore. Dirigimi sul Sentiero dei Tuoi Comandi, perché in Esso È la Mia Gioia. Piega il Mio Cuore Verso i Tuoi Insegnamenti e non Verso la sete del guadagno. Distogli i Miei Occhi dalle cose vane, Fammi Vivere sulla Tua Via. Ecco, Desidero i Tuoi Comandamenti; per la Tua Giustizia Fammi Vivere.

Canto al Santo Vangelo

Alleluia, Alleluia. Rimanete in Me e Io in voi, Dice il Signore; chi Rimane in Me Porta Molto Frutto. Alleluia.

Dal Santo Vangelo del Cristo di Dio Secondo l’Apostolo Matteo (Mt 7,15-20)

In Quel Tempo, Gesù Disse ai Suoi Discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di Pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro Frutti li riconoscerete. Si Raccoglie forse Uva dagli spini, o Fichi dai rovi? Così Ogni Albero Buono Produce Frutti Buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un Albero Buono non può Produrre Frutti cattivi, né un Albero cattivo Produrre Frutti Buoni. Ogni Albero che non dà Buon Frutto Viene Tagliato e Gettato nel Fuoco.  Dai loro Frutti dunque li Riconoscerete». Parola del Signore. (Lode a Te o Cristo).

Preghiera della Sera

Cristo Gesù, anche Oggi ho Sperimentato attorno a me l’indifferenza di tanti riguardo al Tuo Messaggio di Amore. Ma non mi Scoraggio, poiché so Che mi Sei qui Accanto.   Tu Hai Avuto tanta Pazienza con me, Hai Rispettato fino in fondo la mia Libertà.   Ogni uomo ha i suoi Tempi. Ti Prego perché le persone Oggi incontrate Vengano Presto a Te. 

Benedetto nei Secoli il Signore!

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O Gesù, Tu Che da Sempre Vivi, non Ti Scordar di me!

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Benedizione Solenne
(I Fedeli Cuori in Ascolto Si Pongano In Ginocchio)

– Dio, Sorgente e Principio di Ogni Benedizione, Effonda su di noi la Sua Grazia e ci Doni per Sempre Vita e Salute. (Amen).

– Ci Custodisca Integri nella Fede, Costanti nella Speranza, Perseveranti e Pazienti Sino alla Fine nella Carità. (Amen).

– Dio Disponga Opere e Giorni nella Sua Pace, Ascolti Qui e in Ogni Luogo le nostre Preghiere e ci Conduca alla Felicità Eterna. (Amen).

– E la Benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, Discenda Su di noi e con noi Rimanga Sempre. (Amen).

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