Il Santo Vangelo del Giorno del Signore lunedì 20 aprile 2020 (2027) A.D. – Con l’Amore e la Devozione Dovuti a Colui Ch’È Tornato tra noi nel Nome del Padre!

 

 

 

 

 

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Poiché “Il Potere di Cristo Espelle l’originaria causa di ogni male”, Dedicheremo il Santo Vangelo del Giorno all’Amore e alla Divina Misericordia di Gesù Salvatore, affinché Conceda il Suo Perdono alle Anime Sante Abbandonate in Purgatorio e ai Defunti di Tutti i Tempi, Privati della Diffusa e Salvifica Preghiera di noi distratti Figli di quaggiù.  Per Grazia Ricevuta.

 

 

 

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Christus Vincit, Christus Regnat, Christus Imperat!

 

 

 

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All’improvviso, capirai la Vera Essenza del Cristo e Quel Che ci han di Lui celato! Avrai vergogna anche per Ciò, poiché non hai Abbandonato il tuo Cuore mentre Egli Parlava della Verità – Che ci ostiniamo a non vedere e a non voler ancora udire.

 

 

 

 

A.N.A.Di.M.I. Onlus (@anadimionlus) | Twitter

 

Popolo di Dio, Che Ami con Cuore Puro il tuo Creatore, Proclama al mondo Che il Figlio Prediletto E’ Nuovamente quaggiù, sulla Terra, tra noi, e Avrai Salva la Vita!

 

 

 

 

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 Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen 

 

 

 

 

Mentre correva l’anno 2008, parlando con un Caro e Fraterno Amico – Giuseppe Auricchia, mi sentii chiedere dallo stesso il “perché delle Continue Apparizioni di Maria”. Non potendosi riassumere in due parole la Straordinarietà dei Fenomeni, venne naturale esprimergli il mio relativo Rallegramento, sentendo però il Bisogno di parlargli della Scala per il Paradiso, Articolata in Modo da Consentire agli interessati di salirVi Gradualmente. Infatti, l’Angelo Custode Predispone i Cuori alla Preghiera, OrientandoLi Verso l’Imitazione delle Gesta dei Santi, per poi AvviarLi alla Tenerezza della Femminilità del Padre – Ch’E’ per l’appunto Maria. Come qualcuno potrebbe aver notato, non appena il Rapporto con la Madre nostra si fa estremamente Intenso Ecco Comparire Gesù, Che quasi Improvvisamente Sostituisce ogni Figura Celeste nell’Animo dei Fedeli. Solo a Determinate Creature – per Motivi ancora Sconosciuti, il Figlio dell’Uomo Inizia a Far Sentire Tangibile la Divina Figura dell’Onnipotente, Quasi a Voler Concludere un Cammino già Prestabilito, Fatto – peraltro, di Sogni, Visioni e Premonizioni, al Punto da Lasciare Intendere la Grandezza dei Figli del Popolo di Dio, a volte Pronti persino a Piegare la Materia alla Volontà dello Spirito, demolendo finanche le terrene opere del demonio. Purtroppo, molti non Credono abbastanza nella Forza della Preghiera, sovente intesa unicamente come un modo per rilassarsi; e questo coinvolge addirittura i Sacerdoti, Ministri Plenipotenziari di Gesù, Che nemmeno immaginano di Quale Infinita Autorità Siano Stati Investiti dal Vero Padrone di tutti noi. Riflettiamo insieme – quindi, sui Passaggi evidenziati, cercando di evitare inutili errori, giacché “finito il Tempo della Vita finito è ancora il Tempo di Meritare”. Buona Giornata a tutte le Creature di Buona Volontà.

 

 

 

 

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Corrispondenza ne “L’Evangelo – Come mi E’ Stato Rivelato

di Maria Valtorta – volume 10 Capitolo 619 pagina 227

 

 

 

Le donne, intanto, uscite dalla casa camminano rasente al muro, ombre nell’ombra. Per qualche tempo tacciono, tutte imbacuccate e paurose di tanto silenzio e solitudine. Poi, rassicurandosi alla vista della calma assoluta che è in città, si riuniscono in gruppo e osano parlare.

«Saranno già aperte le porte?», chiede Susanna.

«Certo. Guarda là il primo ortolano che entra con le verdure. Va al mercato», risponde Salomè.

«Ci diranno nulla?», chiede ancora Susanna.

«Chi?», domanda la Maddalena.

«I soldati, alla porta Giudiziaria. Di lì… entrano pochi ed escono meno ancora… Daremo sospetti…».

«E con ciò? Ci guarderanno. Vedranno cinque donne che vanno verso la campagna. Potremmo essere anche persone che, fatta la Pasqua, andiamo ai nostri paesi».

«Però… Per non dare nell’occhio a qualche malintenzionato, perché non usciamo da un’altra porta e poi giriamo rasente alle mura?…».

«Allungheremo la strada».

«Ma saremo più sicure. Prendiamo la porta dell’Acqua…».

«Oh! Salome! Se fossi in te, sceglierei la porta Orientale! Più lungo il giro dovresti fare! Occorre fare presto e tornare presto». È la Maddalena questa così recisa.

«Allora un’altra, ma non quella Giudiziaria. Sii buona…», Pregano tutte. «E va bene.

Allora, posto che volete così, passiamo da Giovanna. Si è raccomandata di farglielo sapere. Se fossimo andate dirette, si poteva fare senza. Ma poiché volete fare un giro più lungo, passiamo da lei…».

«Oh! sì. Anche per le guardie messe là… Lei è nota e temuta…».

«Io direi di passare anche da Giuseppe d’Arimatea. È il padrone del Luogo».

«Ma sì! Facciamo un corteo, adesso, per non dare nell’occhio! Oh! che pavida Sorella che ho! Piuttosto, sai Marta? Facciamo così. Io vado avanti e guardo. Voi venite dietro con Giovanna. Mi metterò in mezzo alla via, se c’è del pericolo, e mi vedrete. E torneremo indietro. Ma vi assicuro che le guardie, davanti a questo io ci ho pensato (e mostra una borsa piena di monete) ci lasceranno fare tutto».

«Lo diremo anche a Giovanna. Hai ragione». «Allora andate, che io vado».

«Vai sola, Maria? Io vengo con te», dice Marta timorosa per la sorella.

«No. Tu va’ con Maria d’Alfeo da Giovanna. Salome e Susanna ti aspetteranno presso la porta, dalla parte di fuori delle mura. E poi verrete per la via maestra tutte insieme. Addio».

E Maria Maddalena tronca altri possibili commenti andandosene veloce con la sua borsa di balsami e le sue monete in seno. Vola, tanto va lesta nella strada che si fa più lieta nel primo rosare dell’Aurora. Passa la porta Giudiziaria per fare più presto. Né nessuno la ferma…

Le altre la guardano andare, poi volgono le spalle alla biforcazione di vie dove erano e ne prendono un’altra, stretta e oscura, che poi si apre, in prossimità del Sisto, in una più vasta e aperta in cui sono belle case. Si dividono ancora, Salomè e Susanna procedendo per la via, mentre Marta e Maria d’Alfeo bussano al portone ferrato e si mostrano al finestrino (spioncino) che il portinaio socchiude. Entrano e vanno da Giovanna che, già alzata e tutta vestita di un viola scurissimo che la fa ancora più pallida, manipola anche essa degli oli insieme alla nutrice e ad una servente.

«Siete venute? Dio ve ne Compensi. Ma, non foste venute, sarei andata da me… Per trovare Conforto… Perché molte cose sono rimaste turbate dopo Quel tremendo giorno. E per non sentirmi sola devo andare contro quella pietra a bussare e dire: “Maestro, sono la povera Giovanna… Non mi lasciare sola anche Tu…”».

Giovanna piange piano ma con molta desolazione, mentre Ester, la nutrice, fa dei grandi segni indecifrabili dietro le spalle della padrona, intanto che le mette il mantello.

«Io vado, Ester».

«Dio ti Conforti!».

Escono dal palazzo per raggiungere le compagne. È in questo momento che avviene il breve e forte terremoto, che getta di nuovo nel panico i gerosolimitani, ancora terrorizzati dagli Avvenimenti del Venerdì. Le tre Donne tornano sui loro passi, precipitosamente, e nell’ampio vestibolo, fra le serve e i servi urlanti e Invocanti il Signore, stanno paurose di nuove scosse…

La Maddalena, invece, è proprio al limitare del viottolo che porta all’orto dell’Arimatea quando la coglie il boato potente, e pure armonico, di questo Segno Celeste, mentre, nella Luce appena rosata dell’Aurora che si avanza nel Cielo, dove ancora a Occidente resiste una tenace Stella, e che fa bionda l’Aria fino allora verdolina, si accende una grande Luce, che scende come fosse un globo incandescente, splendidissimo, tagliando a zig zag l’Aria quieta.

Maria di Magdala ne è quasi sfiorata e rovesciata al suolo. Si curva un momento mormorando: «Mio Signore!», e poi si raddrizza come uno stelo dopo il passar del Vento e, ancora più ratta, corre verso l’ortaglia. Vi entra veloce, andando, come un uccello inseguito e cercante il nido, verso il Sepolcro di roccia. Ma, per quanto vada veloce, non può essere là quando la Celeste meteora fa da leva e da fiamma sul sigillo di calcina messo a rinforzo del pesante pietrone, né quando con fragore finale la porta di pietra cade, dando uno scuotio che si unisce a quello del terremoto che, se è breve, è di una violenza tale che atterra le guardie come morte.

Maria, sopraggiungendo, vede questi inutili carcerieri del Trionfatore gettati al suolo come un fascio di spighe falciate. Maria Maddalena non collega il terremoto con la Risurrezione. Ma, vedendo quello spettacolo, crede che sia il Castigo di Dio sui profanatori del Sepolcro di Gesù, e cade a ginocchio dicendo: «Ahimé! Lo hanno rapito!». È veramente desolata e piange come una Bambina che sia venuta sicura di trovare il Padre cercato e trovi invece vuota la Dimora.

Poi si alza e corre via per andare da Pietro e Giovanni. E, dato che più non pensa che ad avvisare i due, non ricorda di andare incontro alle compagne, di arrestarsi sulla via, ma veloce come una gazzella ripassa per la strada già fatta, supera la porta Giudiziaria e vola per le strade che sono un poco più animate, si abbatte contro il portone della casa ospitale e lo batte e lo scuote furiosamente. Le apre la padrona.

«Dove sono Giovanni a Pietro?», chiede affannosa Maria Maddalena.

«Là», e la donna indica il Cenacolo.

Maria di Magdala entra e, appena è dentro, davanti ai due stupiti dice, e nella voce tenuta bassa per pietà della Madre è più affanno che se avesse urlato, dice: «Hanno portato via il Signore dal Sepolcro! Chissà dove Lo hanno messo!», e per la prima volta traballa e vacilla e, per non cadere, si afferra dove può.

«Ma come? Che dici?», chiedono i due.

E lei, con affanno: «Sono andata avanti… per comperare le guardie… perché ci lasciassero fare. Loro sono là come morte… Il Sepolcro è aperto, la pietra per terra… Chi? Chi sarà stato? Oh! venite! Corriamo…».

Pietro e Giovanni si avviano subito. Maria li segue per qualche passo. Poi torna indietro. Afferra la padrona di casa, la scrolla, violenta nel suo previdente Amore, e le fischia in volto: «Guardati bene da far passare nessuno da Lei (e accenna la porta della stanza di Maria). Ricordati che io sono la tua padrona. Ubbidisci e taci». E poi la lascia esterrefatta e raggiunge gli Apostoli, che a gran passi vanno verso il Sepolcro…

Susanna e Salome, intanto, lasciate le compagne e raggiunte le mura, vengono colte dal terremoto. Impaurite, si rifugiano sotto una pianta e stanno là, combattute fra la smania di andare verso il Sepolcro e quella di scappare presso Giovanna. Ma l’Amore vince la paura e vanno verso il Sepolcro. Entrano ancora sbigottite nell’ortaglia e vedono le guardie tramortite… vedono una grande Luce uscire dal Sepolcro aperto.

Si aumenta il loro sbigottimento e finisce di farsi completo quando, tenendosi per mano per farsi coraggio a vicenda, si affacciano sulla soglia e, nel buio della grotta Sepolcrale, vedono una Creatura Luminosa e Bellissima, Dolcemente Sorridente, salutarle dal posto dove Sta: appoggiata a destra della pietra dell’Unzione, che si annulla col suo grigio dietro a tanto incandescente Splendore. Cadono a ginocchi, sbalordite di stupore. Ma l’Angelo Dolcemente Parla loro: «Non abbiate timore di Me. Sono l’Angelo del Divino Dolore. Sono Venuto per Bearmi della fine di esso. Più non E’ il dolore del Cristo, il Suo Avvilimento nella morte. Gesù di Nazaret, il Crocifisso che voi cercate, E’ Risorto. Non E’ più qui! Vuoto è il posto dove Era deposto. Giubilate con Me. Andate. Dite a Pietro e ai Discepoli che Egli E’ Risorto e vi Precede in Galilea. Là Lo vedrete ancora per poco, secondo che ha detto».

Le donne cadono col volto a terra e quando lo alzano fuggono come fossero inseguite da un castigo. Sono terrorizzate e mormorano: «Ora morremo! Abbiamo visto l’Angelo del Signore!».

Si calmano un poco in aperta campagna a si consigliano. Che fare? Se dicono ciò che hanno visto, non saranno credute. Se dicono anche di venire di là, possono essere accusate dai giudei di aver ucciso le guardie. No. Non possono dire nulla, né agli amici, né ai nemici… Pavide, ammutolite, tornano da altra via verso casa. Entrano e si rifugiano nel Cenacolo. Neppure chiedono di vedere Maria… E là pensano che quanto hanno visto non sia che un inganno del demonio. Umili come sono, giudicano che «non può essere che a loro sia stato concesso di vedere il Messo di Dio. È satana che le ha volute impaurire per allontanarle di là». Piangono e Pregano come due Bambine impaurite da un incubo…

Il terzo gruppo, quello di Giovanna, Maria d’Alfeo e Marta, visto che nulla succede di nuovo, si decide ad andare là dove certo le compagne attendono. Escono nelle strade, dove ormai vi è gente impaurita, che commenta il nuovo terremoto e lo ricollega ai fatti del Venerdì e vede anche quello che non c’è. «Meglio se sono tutti spauriti! Forse ci saranno anche le guardie e non faranno eccezioni», dice Maria d’Alfeo. E vanno svelte verso le mura.

Ma, mentre loro vanno là, all’ortaglia sono già giunti Pietro e Giovanni, seguiti dalla Maddalena. E Giovanni, più svelto, giunge per primo al Sepolcro. Le guardie non ci sono più. E più non c’è l’Angelo. Giovanni si inginocchia, timoroso e dolente, sulla soglia spalancata, e per venerare e per cogliere qualche indizio dalle cose che vede. Ma non vede che ammucchiati per terra i pannilini messi sopra la Sindone.

«Non c’E’ proprio, Simone! Maria ha visto bene. Vieni, entra, guarda».

Pietro, col fiato grosso per il gran correre fatto, entra nel Sepolcro. Aveva detto per via: «Io non oserò accostarmi a quel posto». Ma ora non pensa altro che a scoprire dove può Essere il Maestro.

E Lo chiama anche, come Egli Potesse essere nascosto in qualche angolo buio. L’oscurità, in questa ora mattutina, è ancora forte nel profondo del Sepolcro, a Cui dà luce solo la piccola apertura della porta su cui ora fanno ombra Giovanni e la Maddalena… E Pietro stenta a vedere, e deve aiutarsi con le mani a vedere… Tocca, e trema, il tavolo dell’Unzione e lo sente vuoto…

«Non c’E’, Giovanni! Non c’E’!… Oh! vieni anche tu! Io ho tanto pianto che non ci vedo quasi in questa poca luce».

Giovanni si alza in piedi ed entra. E, mentre lo fa, Pietro scopre il Sudario posto in un angolo, ben piegato e con dentro la Sindone arrotolata con cura.

«Lo hanno proprio rapito. Le guardie erano non per noi, ma per fare questo… E noi l’abbiamo lasciato fare. Coll’andarcene lo abbiamo permesso!…».

«Oh! dove Lo avranno messo?».

«Pietro! Pietro! Ora… è proprio finita!».

I due Discepoli escono annientati. «Andiamo, donna. Tu lo dirai alla Madre…».

«Io non vengo via. Sto qui… Qualcuno verrà… Oh! io non vengo… Qui c’E’ ancora Qualcosa di Lui. Aveva ragione la Madre… Respirare l’Aria dove Egli Fu è l’unico sollievo che ci resta».

«L’unico sollievo… Ora lo vedi tu pure che era fola sperare…», dice Pietro. Maria neppure risponde. Si accascia al suolo, proprio presso la porta, e piange, mentre gli altri vanno via lentamente.

Poi alza il capo e guarda dentro, e fra le lacrime vede due Angeli seduti a capo e a piedi della pietra dell’Unzione. È tanto intontita la povera Maria, nella sua più fiera battaglia fra la Speranza che muore e la Fede che non vuole morire, che li guarda inebetita, senza neppure stupirsene. Non ha più altro che Lacrime la forte che a tutto ha resistito da eroina.

«Perché piangi, Donna?», chiede uno dei Due Luminosi Fanciulli, perché di adolescenti Bellissimi Hanno l’aspetto.

«Perché hanno portato via il mio Signore e non so dove me Lo hanno messo».

Maria non ha paura a parlare con loro, non chiede: «Chi Siete?».

Nulla. Nulla più le fa stupore. Tutto quanto può stupire una Creatura Ella lo ha già subito. Ora non è che una cosa spezzata che piange senza vigore e ritegno. Il Giovinetto Angelico guarda il Compagno e sorride. E l’Altro pure. E in un balenare di Letizia Angelica ambedue guardano fuori, verso l’ortaglia tutta in fiore per i milioni di corolle che si sono aperte al primo Sole sui meli fitti del pometo.

Maria si volta per vedere chi guardano. E vede un Uomo, Bellissimo, che non so come non possa riconoscere subito. Un Uomo Che La Guarda con Pietà e Le Chiede: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?».

È vero che E’ un Gesù offuscato dalla Sua Pietà Verso la Creatura, che le troppe emozioni hanno sfinita e che potrebbe morire per improvvisa Gioia, ma proprio mi chiedo come possa non riconoscerLo. E Maria fra i singhiozzi: «Mi hanno preso il Signore Gesù! Ero venuta per imbalsamarLo in attesa che Sorgesse… Ho tenuto raccolto tutto il mio coraggio e la mia Speranza e la mia Fede intorno al mio Amore… e ora non Lo trovo più… Anzi ho messo il mio Amore intorno alla Fede, alla Speranza e al Coraggio, per difendere Questi dagli uomini… Ma è tutto inutile! Gli uomini hanno rubato il mio Amore e con Esso tutto mi hanno levato… O mio signore, se sei Tu che Lo hai portato via, dimmi dove Lo hai messo. Ed io Lo prenderò… Non lo dirò a nessuno… Sarà un segreto fra me a Te. Guarda: sono la figlia di Teofilo, la Sorella di Lazzaro, ma Ti sto in ginocchio davanti a SupplicarTi, come una schiava. Vuoi che Ti compri il Suo Corpo? Lo farò. Quanto vuoi? Sono ricca. Posso darti tant’oro e gemme per quanto Esso pesa. Ma rendimeLo. Non Ti denuncerò. Vuoi percuotermi? Fallo. A Sangue, se vuoi. Se hai un odio per Lui, fallo scontare a me. Ma rendimeLo. Oh! non mi fare povera di questa miseria, o mio signore! Pietà di una povera donna!… Per me non vuoi? Per Sua Madre, allora. Dimmi! Dimmi dove E’ il mio Signore Gesù. Sono forte. Lo prenderò fra le braccia e Lo porterò come un Bambino in Salvo. Signore… Signore… Tu lo vedi… da tre giorni siamo percossi dall’Ira di Dio per quello che fu fatto al Figlio di Dio… Non aggiungere Profanazione a Delitto…».

«Maria!».

Gesù Sfavilla nel ChiamarLa. Si Svela nel Suo Fulgore Trionfante.

«Rabboni!». Il grido di Maria è veramente “il grande grido” che chiude il ciclo della morte. Col primo le tenebre dell’odio fasciarono la Vittima di bende funebri, col secondo le luci dell’Amore aumentarono il Suo Splendore. E Maria si alza nel grido che empie l’ortaglia, corre ai Piedi di Gesù, Li vorrebbe baciare. Gesù La Scosta ToccandoLa appena col Sommo delle Dita presso la Fronte: «Non Mi toccare! Non Sono ancora Salito al Padre Mio con Questa Veste. Va’ dai Miei Fratelli e Amici, e dì loro Che Io Salgo al Padre Mio e vostro, al Dio Mio e vostro. E poi Verrò da loro».

E Gesù Scompare, Assorbito da una Luce insostenibile.

Maria bacia il Suolo dove Egli Era e corre verso casa. Entra come un razzo, perché il portone è socchiuso per dare passaggio al padrone che esce per andare alla fonte; apre la porta della stanza di Maria e le si abbandona sul Cuore gridando: «È Risorto! È Risorto!», e piange Beata.

E mentre accorrono Pietro e Giovanni, e dal Cenacolo avanzano le spaurite Salome e Susanna e ascoltano il Suo racconto, ecco entrare anche, dalla via, Maria d’Alfeo con Marta e Giovanna, che a fiato mozzo dicono di «essere anche loro state là e di avere visto due Angeli Che Si Dicevano il Custode dell’Uomo Dio e l’Angelo del Suo Dolore, e Che Hanno Dato loro l’Ordine di dire ai Discepoli che Egli Era Risorto».

E poiché Pietro scrolla il capo, insistono dicendo: «Sì. Hanno detto: “Perché cercate il Vivente fra i morti? Egli non E’ qui. È Risorto, come Disse quando ancora Era in Galilea. Non ricordate? Disse: ‘Il Figlio dell’Uomo Deve Essere Dato nelle mani dei peccatori ed Essere crocifisso. Ma il terzo giorno Risusciterà”».

Pietro scrolla il capo dicendo: «Troppe cose in questi giorni! Ne siete rimaste turbate».

La Maddalena alza il capo dal petto di Maria e dice: «L’ho visto! Gli ho parlato. Mi Ha Detto Che Sale al Padre e poi Viene. Come Era Bello!», e piange come non ha mai pianto, ora che non ha più da torturare se stessa per fare forza contro il dubbio sorgente da ogni lato.

Ma Pietro, e anche Giovanni, restano molto dubbiosi. Si guardano, ma il loro occhio dice: «Immaginazione di donne!».

Anche Susanna e Salome osano allora parlare. Ma la stessa inevitabile diversità nei particolari delle guardie che prima ci sono come morte e poi non ci sono, degli Angeli che ora sono uno e ora due e che agli Apostoli non si sono mostrati, delle due versioni sul venire qui di Gesù o sul precedere i Suoi in Galilea, fa sì che il dubbio e, anzi, la persuasione degli Apostoli cresca sempre più.

Maria, la Madre Beata, Tace Sorreggendo la Maddalena… Non comprendo il mistero di questo silenzio materno. Maria d’Alfeo dice a Salome: «Torniamo Là noi due. Vediamo se siamo tutte ebbre…».

E corrono fuori. Le altre restano, pacatamente derise dai due Apostoli, Presso Maria Che Tace, Assorta in un pensiero che tutti interpretano a modo loro, e nessuno comprende che E’ Estasi. Tornano le due attempate donne: «È Vero! È Vero! Noi Lo abbiamo visto. Ci Ha Detto, presso l’orto di Barnaba: “La Pace a voi. Non temete. Andate a dire ai Miei Fratelli Che Sono Risorto e che vadano fra qualche giorno in Galilea. Là staremo ancora Insieme”.

Così Ha Detto. Maria ha ragione. Bisogna dirlo a quelli di Betania, a Giuseppe, a Nicodemo, ai Discepoli più fidi, ai pastori, andare, fare, fare… Oh! E’ Risorto!…», piangono tutte Beate.

«Folli siete, donne. Il dolore vi ha turbate. La Luce vi è parsa Angelo. Il Vento voce. Il Sole il Cristo. Io non vi critico. Vi capisco, ma non posso che credere che a ciò che io ho visto: il Sepolcro aperto e vuoto, e le guardie fuggite col Cadavere involato».

«Ma se lo dicono le guardie stesse Che E’ Risorto! Se la città è in subbuglio e i principi dei Sacerdoti sono folli d’ira, perché le guardie hanno parlato fuggendo esterrefatte! Ora vogliono che dicano diverso e le pagano perciò. Ma già si sa. E se i giudei non Credono alla Risurrezione, non vogliono credere, molti altri Credono…».

«Uhm! Le donne!…». Pietro alza le spalle a fa per andarsene.

Allora la Madre, Che Ha sempre sul Cuore la Maddalena Che Piange come un Salice sotto un’Acquata per la sua troppo grande Gioia e Che La Bacia sui capelli biondi, alza il viso trasfigurato e dice una breve frase: «È Realmente Risorto. Io L’ho avuto fra le braccia e Ne ho Baciato le Piaghe».

E poi si curva sui capelli dell’Appassionata e dice: «Sì, la Gioia è ancora più forte del dolore. Ma non è che una briciola di rena di quello che sarà il tuo Oceano di Gioia Eterna. Te Beata che sopra la ragione Hai Fatto Parlare lo Spirito».

Pietro non osa più negare… e con uno di quei trapassi del Pietro antico, che ora ritorna ad affiorare, dice, e urla, come se dagli altri e non da lui dipendesse il ritardo: «Ma allora, se è così, bisogna farlo sapere agli altri. A quelli dispersi per le campagne… cercare… fare… Su, muovetevi. Se dovesse proprio venire… che ci trovi almeno», e non si accorge che ancora confessa di non Credere ciecamente alla Sua Risurrezione.

Estratto di “l’Evangelo Come mi E’ Stato Rivelato” – di Maria Valtorta.

 

 

 

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Preghiera per la Benedizione del Cibo
(ormai totalmente contaminato)

Gesù, Intridi del Tuo Preziosissimo Sangue il Cibo Che stiamo per mangiare, affinché Assumiamo con Esso la Grazia e la Benedizione! Amen.

 

 

 

Benediciamo il Santo Nome del Signore, mentre Preghiamo insieme per:

 

 

La Santissima Trinità Divina – nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo Consolatore, la Creazione – Opera Straordinaria dell’Onnipotente, Il Santo Natale del Cristo di Dio e il Suo Preziosissimo Sangue, il Sangue dei Martiri, i Santuari della Beata Vergine Maria nel mondo, il Santuario della Vergine della Rivelazione in Roma, il Ricordo della Madonna dell’Arco, Santa Maria Maddalena, Giovanni il Battista – Precursore del Cammino del Cristo di Dio, San Giuseppe – coi Santi e gli Angeli del Paradiso, le Anime Sante abbandonate in Purgatorio e per i Defunti di tutti i Tempi, I Profeti e i Veggenti, i Perseguitati a Causa della Testimonianza Cristica, Papa Francesco, il Rabbino Capo di Roma e tutti i Riconosciuti Giusti, i Sacerdoti e i Professanti la Fede in Dio Padre Onnipotente, i Movimenti Eucaristici e Mariani, i Gruppi di Preghiera, gli Ammalati nel Corpo e nello Spirito, i Carcerati, gli atei, gli ipocriti e i sapienti della Terra, i Bimbi Deceduti prima del Santo Battesimo, i Giovani e tutti Coloro che non credono nella Divina Misericordia di Gesù Cristo – Figlio Prediletto dell’Altissimo, Signore nostro, Sacerdote Infallibile e Salvatore del mondo intero.

 

 

 

 

 

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Festa del Padre Onnipotente, del  Figlio Prediletto Gesù e
dello Spirito Santo, delle Donne Care alla Trinità Divina, degli Arcangeli,
degli Angeli e dei Santi del Paradiso, nonché delle Anime ancora in Purgatorio

 

 

 

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Preghiera del Mattino

Ti Ringrazio, Padre, per Questo Nuovo Giorno. Aiutami a Viverlo in Amicizia con Te e con il Prossimo. Donami la Forza per Affrontare gli Impegni che mi aspettano. Aiutami a Condividere la Gioia e a Superare le difficoltà. Amen. 

Dagli Atti degli Apostoli (At 4,23-31)

In Quei Giorni, rimessi in libertà, Pietro e Giovanni andarono dai loro Fratelli e riferirono Quanto Avevano Detto loro i capi dei Sacerdoti e gli anziani.  Quando Udirono Questo, tutti insieme Innalzarono la loro voce a Dio dicendo: «Signore, Tu Che Hai Creato il Cielo, la Terra, il Mare e Tutte le Cose Che in Essi Si Trovano, Tu Che, per Mezzo dello Spirito Santo, Dicesti per Bocca del nostro Padre, il Tuo Servo Davide: “Perché le Nazioni si agitarono e i Popoli tramarono cose vane? Si sollevarono i re della Terra e i prìncipi si allearono insieme contro il Signore e contro il suo Cristo”; davvero in questa Città Erode e Ponzio Pilato, con le Nazioni e i Popoli d’Israele, si sono alleati contro il Tuo Santo Servo Gesù, Che Tu Hai Consacrato, per Compiere Ciò Che la Tua Mano e la Tua Volontà Avevano Deciso Che Avvenisse. E ora, Signore, Volgi lo Sguardo alle loro minacce e Concedi ai Tuoi Servi di Proclamare con Tutta Franchezza la Tua Parola, Stendendo la Tua Mano affinché Si Compiano Guarigioni, Segni e Prodigi nel Nome del Tuo Santo Servo Gesù».  Quand’ebbero terminato la Preghiera, il Luogo in cui erano radunati Tremò e tutti furono Colmati di Spirito Santo e Proclamavano la Parola di Dio con Franchezza. Parola di Dio.

Dal Salmo 2

Perché le genti sono in tumulto e i Popoli cospirano invano? Insorgono i re della Terra e i prìncipi congiurano insieme contro il Signore e il suo Consacrato: «Spezziamo le loro catene, gettiamo via da noi il loro giogo!». Ride Colui Che Sta nei Cieli, Il Signore Si Fa beffe di loro.  Egli Parla nella Sua Ira, li Spaventa con la Sua Collera: «Io Stesso Ho Stabilito il Mio Sovrano sul Sion, Mia Santa Montagna». Voglio Annunciare il Decreto del Signore. Egli Mi Ha Detto: «Tu Sei Mio Figlio, Io Oggi Ti Ho Generato. Chiedimi e Ti Darò in Eredità le genti e in Tuo Dominio le Terre più lontane. Le Spezzerai con Scettro di Ferro, come Vaso di Argilla le Frantumerai».

Dal Santo Vangelo di Gesù Cristo Secondo l’Apostolo Giovanni (Gv 3,1-8)

Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di Notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo Che Sei Venuto da Dio Come Maestro; nessuno infatti Può Compiere Questi Segni Che Tu Compi, se Dio non E’ con Lui». Gli Rispose Gesù: «In Verità, in Verità Io ti Dico, se uno non Nasce dall’Alto, non può Vedere il Regno di Dio».  Gli disse Nicodèmo: «Come può Nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel Grembo di sua madre e Rinascere?». Rispose Gesù: «In Verità, in Verità Io ti Dico, se uno non Nasce da Acqua e Spirito, non può Entrare nel Regno di Dio. Quello che è Nato dalla carne è carne, e quello Che E’ Nato dallo Spirito E’ Spirito. Non meravigliarti se ti Ho Detto: dovete Nascere dall’Alto. Il Vento Soffia Dove Vuole e ne senti la Voce, ma non sai da Dove Viene né Dove Va: Così E’ Chiunque E’ Nato dallo Spirito». Parola del Signore.

Preghiera della Sera

Nella Notte del Mondo, Signore, Tu Sei la nostra Pace. Noi non avevamo Saputo Restare con Te nell’Eden e Tu Eri Rimasto Solo con il Padre. Ora, Tu Hai Sconfitto il male ma noi siamo ancora deboli e impauriti di fronte alla durezza del mondo. Vegliamo allora con Maria e Aspettiamo Pregando il Padre dei poveri, lo Spirito Santo. Riempirà le nostre Lampade di Coraggio perché Possiamo Passare, con Te e Come Te, Attraverso le Sofferenze del nostro Tempo. Volgendo il nostro Sguardo al Cielo, Ti Vedremo Venire nella Gloria sulle Nubi. Amen. 

Benedetto nei Secoli il Signore!

 

 

 

 

Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo:

 

 

 

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