Testimonianza “Ho Vissuto la mia morte”. (Riceviamo e pubblichiamo).

 

 

Mentre mi trovavo seduto in casa, avendo innanzi la postazione di lavoro, venivo colto da un improvviso malore assai violento, ma non tanto da impedirmi di Pregare e di adagiarmi sul letto della camera, distante non più di 3/4 metri.

Con una vista quasi appannata, mi accorgevo della Presenza di un Luminoso e Sorridente Gesù, Che Stava Mostrando Alcuni Passaggi Relativi al Momento, ovvero a quel che si sarebbe verificato se – preso dall’umana paura, avessi tentato di chiamare i soccorsi: “proiettato su d’una barella d’ospedale, semicoperto da un lenzuolo, notavo aghi sparsi qua e là sul corpo, con una mascherina a ossigeno sul volto, mentre un brusio di voci raggiungeva confusamente l’udito.

Parrà strano il fatto che – pur non provando alcun dolore, Avvertivo una Realtà disarmante, che ho poi ricondotto alla pressoché totale mancanza di Puro Amore in quel freddo luogo, deputato non al Sostegno dello Spirito, ma alla mèra, obbligatoria ed essenziale assistenza medico/lavorativa, con tutti i limiti che quaggiù conosciamo.

Dopo un po’, senza aver però cognizione esatta dello Spazio/Tempo, cominciai a rendermi conto di star lì a scivolare come in un baratro, ormai avviato sul Percorso della pur Prevista Dipartita terrena, non notando – attorno, alcun volto Amico, men che meno un Vero e Proprio Conforto Religioso.

Come per Incanto, Vidi il mio Corpo dall’Alto, Sdoppiato, con un Qualcosa di Bello Che – Volteggiando, Lo Contemplava e Che Dedussi Essere l’Anima; le Tonalità Che La Componevano Variavano dall’Azzurro al Viola, Passando per Tutti gli Altri Colori, in Perfetta Armonia tra Loro! Oltre a Ciò, V’Erano Presenti Altre Entità, più o meno variopinte – ma tristi e fredde, Che faticavano – però, ad Elevarsi Verso un Varco Illuminato, Posto in Alto e oltre una frontale parete.

La Beltà di Quelle Sensazioni non E’ Cosa Semplice a Spiegarsi, Dovendo tuttavia Ammettere un Gradimento ed un’Attrazione non comuni”.

Quasi desto, mi resi invece conto di non essermi mai spostato dal giaciglio domestico, ma di aver Provato un’Esperienza Ultraterrena, ovvero una pseudo-simulazione Indotta, pari a Quelle che solitamente immaginiamo capitare a tutti coloro che lasciano in qualche modo la Vita.

La mia mano destra – a differenza della sinistra, emanava una sorta di Calore, Quasi Che Qualcuno – Sedutosi nel frattempo accanto, l’Avesse Tenuta Saldamente Stretta, magari Durante l’Intero Evento; apertala, mi accorgevo di tenervi involontariamente stretta una Verde Fogliolina, Giunta da Chissà Dove.

Come se nulla si Fosse mai Verificato, mi alzai normalmente in piedi, Accompagnato dalla Certezza di Aver Ricevuto un Miracolo, perché già da qualche settimana non mi sentivo molto in forma, forse anche a causa di un’incipiente e volutamente trascurata cardiopatia, ormai di vecchia individuazione clinica.

Tornato all’originaria sedia, Ascoltando con il Cuore, Udii nel mio petto Queste Esatte Parole: “Abbi Fede in Me, poiché Io Son Qua”.

Riprendevo la normale attività quotidiana, Continuando la contestuale Preghiera e Ulteriormente Comunicandomi, non rivelando ad alcun familiare l’Inspiegabile Episodio, comunque Ringraziando Umilmente il Signore per la Sua innegabile Considerazione.