Avviso ai “naviganti” (riceviamo e pubblichiamo).

 

 

 

…. una volta, a Scienze della Comunicazione insegnavano a relazionarsi col Prossimo, ponendo in campo quegli accorgimenti atti a render gradito il solo leggere una lettera.

Eppure, nonostante tutto, anche coloro che non frequentarono granché le scuole impararono dalla Vita come comportarsi nella società, assumendo via via atteggiamenti sempre più consoni alle circostanze.

Infatti, nello scrivere ad una persona di riguardo, le lettere venivano controllate almeno dieci volte, prima d’essere spedite, verificando che gli articoli e – a volte, i pronomi rivelassero il riguardo per la persona interloquita! Parimenti, nel far visita ad una figura “importante”, l’abito migliore veniva tirato fuori dall’armadio o finanche acquistato ex novo, in caso di indisponibilità.

Tornando alle realtà di noi poveri, ma superbi, duole non solo riscontrare la scarsissima considerazione tenuta nei confronti delle Argomentazioni Celesti, così come triste è il constatare che cerchiamo di citare gli Aggettivi Padre, Figlio, Spirito Santo, Madre (ecc.), scrivendoLi – però, con l’iniziale minuscola, quasi che i Veri Padroni del mondo Contassero meno degli umani governanti pro-tempore, nei confronti dei quali – invero, non ci permetteremmo mai di mancar di rispetto.

Che dire, poi, del modo di abbigliarci durante le “passeggiate” in Chiesa, mentre Assistiamo in bermuda e ciabatte alla Santa Messa, magari Assumendo la Santa Eucaristia in canottiera, coi tatuaggi in evidenza e gli smalti sfolgoranti alle unghie, alla presenza dei sempre più distratti e conniventi Sacerdoti? Diciamo la Verità: se le Generazioni han cominciato a degenerare nei Percorsi terreni, la colpa non è del Signore, ma nostra, giacché abbiam perso di vista le Cose Belle, Quelle per Cui Valeva Veramente la Pena di Vivere, donando invece e costantemente cattivi esempi anche ai giovani, che mai compresero (e comprenderanno) gli Straordinari Pesi dell’Umiltà e della Fede.

Magari in Ginocchio e coi Cuori Contriti, benché gli astuti direbbero che “quel che conti è il pensiero”, meditate, genti, meditate, mai dimenticando che le cose piccole – messe insieme, fan quelle grandi.

Ad maiora.