Testimonianza (Riceviamo e pubblichiamo).

Una Notte, senza alcuna Volontà in merito, mi sentii quasi catapultato nell’Animo di Padre Pio, mentre in Vita Osservava le persone che a Lui si rivolgevano.
L’Umile Cappuccino – pur Dotato di non pochi Doni dal Cielo, Provava un irrefrenabile fastidio, nel vedersi approcciare per motivi di mèra curiosità.
In particolare e nel contesto, notai una donna di circa 35/40 Anni (indossante abiti quasi ai nostri contemporanei), già in fila innanzi ad un “Confessionale” e nella quale il Frate (seduto su d’una sedia in legno) Intravide un “Combattimento” – di notevole entità, tra un Angelo e una creatura ribelle, come fosse posseduta da uno spirito inquieto.
Sempre continuando il “Sogno”, “il Gigante del Gargano” mi Specificò Che alcune umane figure, proprio perché ammantate dal maligno, a Lui si recavano sotto varie spoglie, ma non per provarne il Coraggio, bensì a tentare di sfibrargli “l’Equilibrio”, così come Belfagor (questo il nome da Lui indicato precisamente) cercò di fare allora in danno al Cristo di Dio.
Una delle cose che mi fa sentire molto “vicino” al Religioso di Pietrelcina è “l’involontario” riconoscere il male – coi suoi umani adepti , benché non faccia io poi nulla per contrastarne le gesta! E questo, ritengo sia da attribuirsi alla Fiducia da me incondizionatamente Riposta nel Figlio dell’Altissimo, perché “chi avrà Veramente Amato mai nulla dovrà temere”.