La tragicommedia del POS: Banca Prossima e Setefi S.p.A.

Nel lontano 1914, la cerchia di Filippo Tommaso Marinetti condensò l’Italia in poche e semplici parole: “Tutte le forze e tutte le debolezze del Genio”. Un’interpretazione asciutta e senza fronzoli che, nella più classica delle intonazioni futuriste di primo Novecento, delineava con lucido sintetismo il profilo di un intero Paese rispetto all’Europa e al Mondo.

Nel 2013, a quasi un secolo di distanza da quelle parole, la sagoma della nostra cara Patria non sembra essere così diversa all’interno del panorama internazionale, ritrovandosi ad oscillare imperturbabile tra picchi di ineguagliabile ingegno e baratri profondi di incomprensibili scelleratezze.

Ed è proprio di scelleratezza e di paradossale inspiegabilità che – purtroppo, si deve scrivere in riferimento alla vicenda che ha visto protagonista l’A.N.A.Di.M.I. Onlus con Banca Prossima e Setefi S.p.A., in un dialogo intrapreso in origine per avviare tutta una serie di servizi in favore di progetti per la disabilità, e trasformato da questi “leader italiani nel settore dell’acquiring” – tanto si legge nella home page della Setefi S.p.A.- in un’assurda e quanto mai ridicola tragicommedia; roba da far arrossire lo stesso Pirandello!

E pensare che tutto era nato con le più alte intenzioni da parte dell’A.N.A.Di.M.I., la quale, fiduciosa nella dichiarata professionalità di questi signori, aveva affidato al loro “know how” la realizzazione di una piattaforma telematica all’interno della quale far confluire le libere donazioni di aziende e di privati cittadini nazionali ed internazionali. Per tale scopo Banca Prossima era stata incaricata nello specifico di configurare un POS virtuale: un’operazione che a detta dei nostri amici e partners stranieri avviene con estrema facilità in ogni angolo del mondo civilizzato.

Ma in Italia evidentemente no!

La richiesta, inoltrata agli inizi di settembre presso gli uffici competenti della Setefi S.p.A. – ovverosia l’azienda interlocutrice unica per conto di Banca Prossima relativamente a tutte le fasi del processo di incasso tramite POS (installazione e manutenzione dei terminali, clearing e settlement con i circuiti di pagamento, regolamenti contabili, servizio di assistenza ed help desk)- è, ad oggi, ancora lungi dall’essere esaudita, a dispetto dell’elevata parcella da essi richiesta.

L’imbarazzante inadempienza e incapacità di questi personaggi ha spinto molti investitori e liberi donatori ad abbandonare il programma, defilandosi con molta educazione. La loro dipartita ha causato danni incommensurabili al progetto A.N.A.Di.M.I. e di riflesso, come è facilmente comprensibile, a tutta quella sfera sociale di cui questa Onlus da anni ha cura di occuparsi.

Ed è così che mentre in Italia ci si continua ad arrovellare su inutili congetture, i cugini europei se la ridono delle nostre tragicommedie burocratiche, preoccupandosi esclusivamente del progresso della propria società.

Quel progresso auspicato per il Genio italico nella Sintesi Futurista della Guerra, di cui si è fatto cenno in apertura di testo, le cui forze, evidentemente, ancora giacciono sotto il peso di paradossali debolezze.